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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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La Migliore Offerta di Tornatore

La Migliore Offerta di Tornatore
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E' davvero la migliore offerta. Io, non ho difficoltà a dirlo - ci mancherebbe altro - non sono mai stato un fan di Tornatore. Fin da quando il suo Nuovo Cinema Paradiso vinse l'Oscar, e io lo guardai, ero ancora giovine, e pensai: mah! Insomma non è che avessi tutta sta voglia di analizzare e sintetizzare. Nel linguaggio di un giovine della provincia meridionale quel mah era indicativo di tutto un retropensiero che manco Bersani e Vendola. Però c'è anche del grillismo in quel mah, il grillismo è dentro di noi, sappiatelo e accogliatelo prima di criticarlo, per quanto le critiche sian motivate e accettabili.

Comunque, com'è come non è, quel mah nel tempo è diventato tutta un'impostazione di critica verso un cinema, se qui si parla di cinema, fighetto-paracul-sentimentale. Tracciando un lungo trait d'union - mi faccio ancora più schifo col francese - da Nuovo Cinema Paradiso a Ba'aria (ci sono altri film di Tornatore che mi dicono essere superiori, ma non li ho visti e finchè non li vedo...) l'unica cosa degna di nota che mi resta in mente son le zinne della Bellucci. Per il resto tanta noia. Per non dire irritazione, perchè quando uno ti annoia a morte, a lung'andare ti irrita. Come quel bambino discolo che tu lo guardi e all'inizio ti fa pure simpatia, poi si mettere a tamburellarti le tempie con qualche giochino mentre la mamma lo guarda impietrita con quel cazzo di sorriso da ebete come a dire: è fatto così, finchè la noia provocata si tramuta in irritazione. E lì può succedere di tutto. O lo prendi e lo scaraventi fuori dalla prima finestra dell'ultimo piano del primo grattacielo che incontri o, nel caso sciagurato che ti trovi in campagna, lo impicchi al primo albero come facevano un tempo i vaccari del lontano West con i ladri di cavalli. Che poi ci pensate un attimo, uno ruba un cavallo e finisce impiccato, mentre questi fanno fallire banche e istituzioni e gli paghiamo pure la buonuscita. Eccolo lì il grillismo che è in tutti noi. Come combatterlo? Impossibile.

Ma torniamo a noi. Tornatore qui fa veramente un bel film. E non so perchè, forse l'argomento gli è particolarmente affine, quello dell'arte dico. Questo perito banditore d'asta trafficante d'opere d'arte con la faccia del logopedista di Re Giorgio (e beh è molto bravo ma ha sempre la stessa faccia da sarto di Panama) custodisce in una stanza segreta della catapecchia in cui abita capolavori d'arte inestimabili. Tutti, o quasi, ritratti di donne dei pittori delle epoche più disparati. Più che una galleria una cappella che lascia veramente senza fiato. E lui vive lì, il suo mondo è quello, in cui si siede e si apre ai capolavori. Nel mondo esterno, poi, è un impeccabile professionista. Non tocca nessuno a mani nude, indossa sempre i suoi guanti, mangia da solo nei ristoranti più esclusivi e rifugge come la peste qualsiasi contatto umano. Come biasimarlo?

Se non chè arriva sta giovane ereditiera o presunta tale che ha più fisime di lui, perchè vive reclusa volontariamente in un'ala segreta del palazzone di famiglia, pieno zeppo di opere d'arte.

E lì scatta la molla, proprio come nel meccanismo miracoloso che ricostruisce pezzo dopo pezzo e trova in un giovane orafo il collaboratore ideale per la sua ricostruzione. Preso all'amo, il nostro collezionista cade poi nella rete. In poche parole si innamora, e cede così a tutta la propria umanità. Gli eventi si succedono in una terribile escalation di emozioni e capitomboli, finchè... Il finale è un po' troppo lunghetto, ma il film è veramente bello, appassionato e intricato.

Qualcuno ha perfino azzardato un paragone con Hitchcock. Da Hitchcockiano della prima ora devo dire che mi sembra parecchio azzardato, ma ciò non vuol dire che se Nuovo Cinema Paradiso ha vinto l'oscar questo deve vincere il Nobel. Peccato solo per l'orribile canzone di Elisa su un vecchio tema di Morricone.

Probabilmente all'Academy ci vedono come gli italianucci patetico-sentimentali e inconcludenti mostrati in Nuovo Cinema Paradiso o nell'infimo Mediterraneo. E forse lo siamo davvero.

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