se ne sentiva proprio la mancanza...
17 Aprile 2013
No, non ci stupiamo più di niente, nè possiamo indignarci perchè sta parola è stata martoriata, soprattutto su internet. Ma mentre cerchiamo le parole giuste per esprimerci avviene qualcosa di grottesco, surreale e, se non fosse tragicamente vero, ridicolo.
Il cast dell'orribile concerto del Primo Maggio, ribattezzato concertone più per via della sua infinita durata che per la sua importanza 'artistica', e già oggetto di dileggio da parte di quei maledetti geniacci degli Eelst, come voi ben sapete, è stato amputato.
Il povero Fabri Fibra è stato estromesso dal cast del concertone 2013 perchè non gradito ai sindacati che organizzano il carrozzone, in seguito alla segnalazione di una lettera aperta di qualche giorno fa a firma di D.I.Re, associazione che riunisce in un unico progetto 62 associazioni di donne che affrontano il tema della violenza maschile sulle donne secondo l’ottica della differenza di genere.
La lettera, firmata dal rappresentante Titti Carrano, stranamente non è tra i comunicati sul sito ufficiale di Dire, ne riprendiamo qualche stralcio riportato dall'Huffington: "Il Primo Maggio è una festa, un evento di grande risonanza e troviamo ingiusto e diseducativo per i tantissimi giovani che vi partecipano invitare un cantante che scrive testi carichi di stereotipi contro la donna, che sono l’humus da cui si genera la violenza".
L'associazione si riferisce in particolare a due canzoni di Fabri Fibra: Su le mani e Venerdì 17. “Nella prima” scrive la D.i.re “si esalta la violenza con riferimenti a una dolorossissima vicenda che scosse l’Italia negli anni ’80 e che contò 16 vittime, nella seconda invece l’artista “canta lo stupro e l’assassinio di una bambina di 12 anni ed esalta azioni violente contro le donne”. “Si deve porre fine a questi linguaggi che oltraggiano continuamente il corpo della donna” continua Titti Carrano “e questa è un’occasione per ribadire la necessità di un cambiamento che sia prima di tutto culturale”.
Strano che a parlare di cambiamento culturale sia chi ha avviato una ridicola caccia alle streghe. Non sono e non voglio assurgere a filologo di Fibra, ma è evidente a chiunque non abbia i paraocchi che i testi di Fibra, specialmente nei suoi primissimi dischi, erano stilisticamente aggressivi, arrabbiati, violenti e molto duri. Ciò non significa sostenere la violenza, ma vallo a spiegare.
Sia chiaro, gli intenti dell'associazione Dire e di Titti Carrano sono nobilissimi, ma purtroppo non sempre corrispondono con il giudizio esprimibile sugli esiti, per di più in circostanze come questa. L'associazione ha tutto il diritto di pensare quel che crede e di rivolgersi a chi crede per portare avanti i propri argomenti. Ma qui si sfiora il ridicolo, in un tentativo che qualcuno potrebbe perfino interpretare come ricerca di visibilità che non azione concreta contro la violenza.
Semmai sarebbe toccato in primis ai sindacati e poi all'organizzazione, che ai sindacati risponde, far notare che Fabri Fibra, come qualsiasi cantante, scrittore, musicista, pittore, scultore, eccetera, può avere il compito di stigmatizzare determinati comportamenti sociali, ma lo fa soprattutto, nella maggioranza dei casi, raccontandoli. E invece no. I sindacati si sono limitati al lavoro preferito delle istituzioni italiane, il passacarte. L'organizzazione, da canto suo, si è appecorata con un 'obbedisco' di fronte al quale anche Garibaldi impalliderebbe. Almeno lui si trovava davanti il Re d'Italia.
Il racconto potrebbe finire pure qua, anzi è finito. Senonchè mi son messo un po' a guardare il cast degli anni scorsi. Non perchè alcuno dei casi seguenti mi susciti l'odiosa indignazione, nè mi viene in mente seppur lontanamente di dare giudizi sulla base di quanto segue. Al di là di un puro fattore estetico, se bisogna stare attenti a chi si invita e a cosa dicono le sue canzoni in maniera acritica e pedissequa, mi vien da chiedere: dove erano le guardiane di Dire e i doppiopetti con timbro in mano dei sindacati nel 2002, quando dal palco del concertone gli Articolo 31 cantavano:
Le piace il woofer perché vibra
Strane combinazioni di ormoni la spingono a ginocchioni di
fronte ogni paio di pantaloni.
E ancora nel 2002 quando sul palco salì Cristiano De Andrè, purtroppo tristemente famoso anche per certe sue recrudescenze violente, come riportato da varie cronache.
Per non parlare degli Oasis, che più volte si sono messi al centro di situazioni imbarazzanti per i comportamenti violenti ed eccessivi dei due fratelli Gallagher.
Nel 2004 ci fu Mario Venuti che cantava:
Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima
porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala
solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
Nel 2007 sul palco con Enzo Avitabile salì il cantante algerino Khaled, condannato in Francia per aver smesso di pagare gli alimenti al figlio e Chuck Berry, condannato in USA nel 1959 per violenza sessuale su una 14enne.
Per finire con Edoardo De Angelis, presente al concertone 2011, che nella sua canzone più famosa canta così: