se ne sentiva proprio la mancanza...
27 Gennaio 2017
Non bisogna cibarsi di pellicole di celluloide per intuire che Allied, in sala (se siete fortunati) in questi giorni nei cinemi di tutta Italia, contenga più di un riferimento diretto a Casablanca, il polpettone in bianco e nero che rese mitologico Humphrey Bogart e la sua storia tormentata con Ingrid Bergman.
Tutta la prima parte di Allied, se non si tiene conto dell'oscena interruzione avuta al cinema Lumiere di Reggio Calabria, perché la buona pubblicità si paga e la cattiva invece è sempre gratis, si svolge a Casablanca.
Al di là delle analogie con Casablanca, però, su tutto Allied incombe l'ombra del Maestro, oltre a quella a cui fa il riferimento del sottotitolo italiano del film, ovvero lo spionaggio.
Il Maestro, parlando di cinema, è uno: Sir Alfred, cinema himself, ed è dappertutto. Zemeckis non è certo l'ultimo arrivato - e se non sapete chi è andate a cercarvelo maledetti caproni! - però... Però la salita fino ad Hitchcock è lunga e tortuosa: molte delle scene di Allied sono ben costruite, la macchina si muove con maestria, alcune sequenze sono molto suggestive, ma, per dirla con Silvione, manca il quid.
Non che Allied sia l'Alfano del cinema internazionale - e figuriamoci chi potrebbe essere Toti - sempre ricordando che Alfano scemo non è, ma ecco, insomma, alla fine il film consegna un senso di incompiutezza, con un finalone drammatico ma prevedibile, che probabilmente è dovuto alla eccessiva ispirazione esterna e ad alcuni buchi nella trama e nel racconto.
Questa orrendaccia immagine vi sta dicendo che quanto segue contiene spoiler, quindi non rompete.
Praticamente, a tre secondi dalla sparatoria in cui i due, Brad Pitt e Marion Cotillard, portano a termine la missione uccidendo una marea di gente, lui le propone di seguirlo e sposarlo. Come se Rocco Siffredi proponesse le nozze a Valentina Nappi appena usciti dal set, non credibile!
Ma secondo voi uno che di mestiere fa la spia e viene mandato in Marocco per collaborare con un'altra spia, che precedentemente faceva parte della resistenza, per uccidere i nazisti, poi dopo averli uccisi le propone di sposarlo? Ma per piacere...
Anzi no. Ecco alcune scene memorabili:
- Scena di sesso in automobile, in mezzo al deserto, con la tempesta di sabbia che infuria
- Scena dell'aereo abbattuto che si sfracella nel backyard di casa Pitt a Londra
- Scena della sparatoria alla festa nazista, con preludio di tensione crescente, esplosione diversiva all'esterno, e proiettili volanti per buoni due minuti, e successiva fuga in automobile, scaduta nella proposta di nozze su jumbo screen
- La scena del parto in strada sotto i bombardamenti
- Scene di bombardamenti aerei a Londra e relativa contraerea
- Scene dentro la sede della "divisione V".
Tutte nel trailer che vi sottopongo gentilmente qua sotto:
Insomma, film ben girato, ben prodotto, recitato bene tranne le scene in cui Brad Pitt parla un francese che fa schifo perfino all'orecchio di uno che di francese non capisce una mazza come me.
Atmosfere cupe e affascinanti, con piccole lacune nel ritmo che lo rendono più simile a un polpettone light (una volta si diceva feuilleton) che a un thriller.
Buoni propositi ricavati dal film: rileggere Graham Greene.
Interrogativi irrisolti: perché far recitare Brad Pitt truccato per somigliare a Benicio Del Toro anziché far recitare Benicio Del Toro?