se ne sentiva proprio la mancanza...
22 Febbraio 2011
C'è una forma di banalismo cultural-romantico che gira e gira e gira e gira. E nel suo girar vorticoso... Vabbè ci siamo capiti. La nuova canzone di Vecchioni (nomen-omen) mi riporta a un tema cinematografico di cui volevo parlare tempo fa, anzi credo di averne accennato da qualche parte, ma poi sai com'è, il tempo passa, la gente mormora... E uno si dimentica.
Ma per fortuna il professor Vecchioni ha il pregio, almeno quello, di riportarmelo alla memoria.
C'è un film, punta dell'iceberg di un filone di pellicole per fortuna meno fortunate, che per piaggeria, banalismo (non banalità eh, non so manco se esiste sta parola, ma mi piace e la uso) ed eccellenza del luogo comune rappresenta una delle più grandi truffe dell'era contemporanea. Figlio diretto del sogno degli anni '60, quello degli Hippies, della fantasia al potere, quello del rompere le catene del "sistema" (ma quale sistema? 4-4-2? 4-3-3? o l'albero di natale di Ancelotti?), sto cazzo di sogno sul quale genitori e zii ci hanno tanto frantumato i coglioni, mi pare di poter dire sia stato inglobato da quello stesso "sistema" (Ancelotti o Mourinho?) che voleva combattere. Si si si certo certo, cambiamenti culturali miglioramenti contrattuali quei gran signori dei sindacati eccetera eccetera, non voglio mica palare di politica. Voglio parlare di quell'orribile linguaggio, usato ad arte da chi manovra (si anche io caduto nella rete di chi si nasconde dietro quegli oscuri manovratori), o vorrebbe manovrare (aaaaaaaah ecco) il "sistema" (ancoraaaaaaa?).
Vabbè mi sono incartato, andiamo avanti. Sto parlando de L'Attimo Fuggente (tanto stava nel titolo, no?). Uno dei più fulgidi esempi di film/truffa della storia del cinema. Un professore supplente (chi ha mai preso sul serio i supplenti a scuola?) irrompe nella classe e nella vita di alcuni adolescenti repressi di un college bostoniano (per tutte le tasche) e sfruttando la sua indole giocherellona (che birbantone) li porta a riflettere sulla propria personalità. Aaaaaah solo al parlarne mi viene l'orticaria. Quel film che tanto è piaciuto a maestrine dalla penna rossa e adolescenti in età prepuberale (chè poi quando scoppiano gli ormoni scoppiano gli ormoni) vinse anche ben tre premi oscar (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista), per quanto possa valere vincere un premio oscar (un po' come vincere Sanremo). La summa di luoghi comuni del volemose bene innalzata dalla categoria di Harmony a quella di letteratura pseudocolta, con la citazione di un poeta non tra i più rivoluzionari e l'interpretazione melensa del pensiero di Orazio. Per chi la poesia è semplicemente l'iperaggettivazione dei buoni sentimenti e non la descrizione di stati d'animi tortuosi. C'è solo la simpatia di Robin Williams a salvare il tutto, con il suo tocco surreale e travolgente, meglio di lui nessuno avrebbe potuto interpretare quel ruolo, che tutto sommato dona alla pellicola un chè di affascinante, se lo si guarda come se fosse una grande farsa in cui Mork prende in giro tutti fingendosi professore, argomento ripreso con più ironia da Jack Black in School of Rock.
Ecco, a proposito di professori, la canzone di Vecchioni sortisce lo stesso effetto di rottura di palle, con il suo canto per operai che hanno perso il lavoro e ragazzi che protestano col libro in mano. Proprio una retorica sessantottina, peraltro riciclata in termini buonisti da un capolavoro della canzone italiana, quella d'autore vero, con i suoi versi criptici ed enigmatici: ermetici. Sto parlando di questo cantante qua, e la canzone è questa. Che si meriterebbe un'esegesi molto più approfondita e letteraria di quella di Benigni sull'Inno di Mameli. Se invece dobbiamo parlare di canzonette, tornando agli anni 60, facciamolo con Al Bano (che mi sta più simpatico nonostante da giovane somigliasse a mio padre), che torna ancora oggi a riproporre gli acuti irresistibili di Nel Sole.
Post Scriptum: prima di tuffarci nella canzone di Al Bano, ringrazio Fabiano Boscolo che mi ha fatto notare che i premi oscar vinti da L'Attimo Fuggente non sono quelli scritti sopra. Quelle erano solo le nomination. Il film vinse solo l'oscar alla migliore sceneggiatura.