Se qualcuno volesse far valere la regola per cui dei film dei
fratelli Coen ne viene buono uno ogni due o tre, l'ultimo prodotto lo metterebbe fortemente in crisi. Dopo il discutibile
Non è un paese per vecchi (semmai il contrario, al di là di una facile e populistica adattazione al nostro background) e l'orribile
A Serious Man, i Coen avrebbero potuto far meglio. E invece no. Non demordono. Qualche film fortunato (a sto punto il dubbio si fa quasi certezza) giustifica questa profusione di inutilità? Le cose peggiori dei Coen succedono quando cercano di scopiazzare. Citare è una cosa, copiare è diverso.
Il Grinta è uno dei film più famosi del filone
western, all'interno del quale ci sono capolavori e oscenità. E all'interno di cui ci sono anche i miti.
John Wayne è un mito, un mito del cinema, un mito di Hollywood, e un mito del Western, di cui ha impersonato aspirazioni e felicità, la ricerca della propria strada e l'inseguimento del nemico, la ricerca dell'etica nell'assenza del diritto. L'unico oscar che ha vinto è stato con Il Grinta, sicuramente non il migliore dei film che ha interpretato, probabilmente perchè in questo ci ha messo una vera parte di sè accanto al personaggio. Le voci che lo volessero perennamente sbronzo e difficilmente stabile su due gambe si concretizzano qui, anzi lì visto che parliamo dell'originale, in un personaggio alcolizzato a fine carriera, ex cacciatore di uomini, che si reinventa maestro di vita in un racconto di formazione (cosa che peraltro trovo odiosa ma ben riuscita rispetto all'anno di produzione: 1969).
Il remake dei fratelli Coen niente aggiunge all'originale, semmai leva. Leva la caratura dei personaggi (John Wayne è una quasi divinità,
Jeff Bridges è solo un bravo attore), smitizza sia l'ambientazione che la storia. A parte qualche leggerissima variazione di trama, il remake è una copia becera del primo. Che aveva la stessa crudezza, molta ironia in più, e molte battutacce fuori luogo in meno. Non so cosa abbiano cercato di fare i Coen, se cercare di trasformare Il Grinta in Arma Letale, o se come loro abitudine cercare di abbattere il mito, riportare l'eroe sulla terra degli umani, che di eroico molto poco hanno. In questo caso, il loro intento potrebbe essere perfino interressante, sulla scia di un ebraismo culturale prima che religioso, in cui gli uomini sono sempre e nonostante tutto uomini, con le loro piccole cose. E il west si sarebbe anche bene adattare allo scopo, passando da epopea, cantata da John Ford o Sam Peckinpah, tanto per dirne un paio, a semplice combinarsi caotico di piccole vicende umane. Ma allora perchè fare un remake di un film che è entrato nella storia? Perchè non ispirarsi a questo per inventare qualcosa di nuovo per riproporre le cose nella loro maniera? Perchè non far scrivere i dialoghi a qualcuno che sappia anche far dire ai personaggi qualcosa di serio invece delle solite battutine sfigate che non piacciono più manco a
Tarantino?
Detto questo, il film si lascia vedere, non è urtante come il penultimo, e la
ragazzina è bravissima nella sua interpretazione. Anonimo
Matt Damon, ottimo invece
Barry Pepper. Ma non molto di più, per un film che dovrebbe aspirare all'oscar...