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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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IL CIGNO NERO, recenZione per sentito dire

Era un sabato sera, era sabato scorso, e contravvenendo a tutte le regole che seguo monasticamente da anni, sono uscito!
Calma calma... Non sono uscito per andare fuori, sono solo stato a casa di amici. Da Giovanna per la precisione, dove c'era un altro po' di gente. Ma che me ne frega a me, direte voi. Giusto, se non chè a un certo punto è esplosa una conversazione su un film che volevo andare a vedere, poi no, poi di nuovo si, e alla fine ho deciso no, non vado a vederlo.
Ok è inutile menarsela tanto, è chiaro che si parla del Cigno Nero. Che non vado a vedere per alcune ragioni tra cui: odio la danza, cioè proprio per me potrebbero metterci dei maiali che grufolano al posto dei ballerini. Se la musica è bella, ok. Altrimenti proprio un pugno sui genitali.
E questa è la ragione oggettiva, pensate un po' le altre... Che si basano tutte su quello che ho sentito dire di questo film. Cioè giudizi positivi da persone con cui mi trovo spessissimo in disaccordo e giudizi negativi che prendo tutti per buoni tanto ormai sono prevenuto.
Sta discussione è sorta perchè eravamo seduti al tavolo io, Lino, Giovanna (che però andava e veniva), un mio omonimo che ha una certa tendenza alla logorrea e una ragazza bella e simpatica di cui ovviamente non ricordo il nome.
Lino, che è un vero attore protagonista, a un certo punto esprime la volontà di andare a vedere un certo film di non so che regista italiano, e io ovviamente l'ho guardato male senza dire una parola però, che già mi sono trattenuto dal fare una figura di merda con ... vabbè quella è un'altra storia. Lino comunque a un certo punto dice che l'ultimo film che ha visto al cinema è stato Il Cigno Nero. "Orribile". Interviene il mio omonimo "no dai bellissimo!". E Lino non ci sta, mantiene però un po' di diplomazia e argomenta "ma non so, veramente il film è ben fatto, ma insiste un po' troppo su alcuni argomenti". L'omonimo interviene interrompendolo "no sai, a me è piaciuto molto, perchè sai, come dire, affronta quel tema in maniera bella". Quale tema penso io? Ma soprattutto, la ragazza che fine ha fatto? Eccola che interviene: "E' un film sulla follia". E Lino: "ovviamente sì, ma mi pare che si insista troppo su quel punto senza concludere niente, non si capisce dove vada a parare".  In coro rispondono la ragazza e l'omonimo. Lei fa: "si ma dipende anche se ti piacciono i film di Aronofsky". Ecco, ho pensato, io di questo non so nulla, ora che faccio? Ma per fortuna c'era l'omonimo: "invece secondo me è proprio quello il punto, cioè il fatto di affrontare quei temi in maniera così cruda, certo non è un film semplice...". Si ma quali punti? Io stavo a sentire questi tre senza capirci molto per la verità. Di nuovo la ragazza, che sarà pure bella e simpatica, ma ancora non sono riuscito a capire da che parte sta. "Ma ci sono delle scene troppo crude. Quando lei prende quella limetta, e tu dici: ma allora lo fa? Lo fa davvero?". Si ma alla fine sto film ti è piaciuto o no? Questo avrei voluto chiederle, ma l'omonimo è logorroico e quindi è intervenuto lui: "esatto! Sono quelle cose che parlano del rapporto con la propria ossessione, ma anche di queste turbe, dell'autodanneggiamento...". Lino trova un bandolo della matassa: "Ok, ma a me sembra che si indugi troppo su questo ma alla fine si accartocci su se stesso senza uscirne". Bravo Lino, ti appoggio in pieno. E la ragazza torna su quella cazzo di limetta. Ma che ci fa co sta limetta? "Quindi lo fa davvero, se la ficca in pancia. Ma poi come fa a danzare con quella ferita?". E là la conversazione, devo dire la verità, l'ho persa. Ormai avevo capito la posizione di Lino e del mio omonimo, che era rimasto affascinato da questi atti di violenza su se stessi come se fossero non solo turbe psichiche anche piuttosto gravi ma anche metafore di una condizione di umanità disadattata. Insomma tutte fregnacce di sto tipo. Però ancora non mi rimaneva chiara la posizione della ragazza, che alla fine non ce la fa e confessa: "io non lo sapevo che trattava di questi argomenti, avevo visto la danza e ci sono andata. Tra l'altro ero pure sola al cinema, in ultima fila, e sti film mi mettono una paura! Quelle scene di sangue non le riesco a guardare, ho passato tutto il film con le mani davanti agli occhi!".
Ve l'avevo detto che è simpatica!


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