Capita di imbattersi in veri filmoni un po' per caso. Io
questo l'avevo visto quando era uscito, poi mi è capitato tra le mani un dvd a prezzo stracciatissimo (3 euri e novanta). Ed è un vero filmone. Si spara, addirittura con la curva, si insegue, si uccide, si ribaltano autobus, c'è tanta tanta ironia e poi, dulcis in fundo, si uccide nientemeno che
Morgan Freeman. Wesley Gibson è uno sfigato che passa il giorno a googlarsi (con risultato: search not found) mentre la capa cicciona gli grida dietro e la fidanzata zoccola lo tradisce con un migliore amico coglione ma simpatico. In questo tran tran di vita disperata, Wesley, interpretato da un attore eccezionale (
James McAvoy, andate a riguardarvelo ne
L'ultimo re di Scozia) viene travolto e coinvolto da una serie di eventi.
Angelina Jolie e il rapper
Common sono il braccio armato di una confraternita di assassini biologicamente superiori comandati da Morgan Freeman. Wesley scopre avere gli stessi poteri di questi personaggi, ereditati dal padre, superassassino pure lui. Non sto qua a raccontarvi i dettagli della trama, ma il bello è come Wesley Gibson muta la sua vita e il modo di affrontarla, solo grazie a un piccolo evento. Tante volte basta poco per cambiare le cose. Una scintilla. Certo non si parla di cambiare il mondo, di fare la rivoluzione, di migliorare il pianeta com'è nelle illusioni della collettività drogata dall'ipervelocità delle comunicazioni e dalla presunzione di essere i protagonisti dell'esistenza. Ma a volte basta poco, molto poco, e un piano ben congegnato per venire a capo di una situazione. Comunque alcune scene di Wanted sono proprio mitiche.
Quella in cui lui si accovaccia per proteggersi dalla macchina guidata da Angelina Jolie che sta per travolgerlo, e invece lei apre la portiera del passeggero, fa un testa coda, e lui si ritrova improvvisamente seduto sul sedile d'avanti. O la scena iniziale, in cui si vede una sparatoria tra superassassini, e uno prende la rincorsa da dentro l'ascensore e schizza fuori dal finestrone a vetro, frantumandolo, e sparando in volo ad altri appostati sul palazzo di fronte. E il
megatelaio, metafora un po' scontata ma spettacolare dei fili che reggono la vita, dentro l'ufficio di Morgan Freeman, da cui lui estrae i nomi dettati dal fato di coloro che bisogna uccidere. L'ambientazione claustrofobica e postmetropolitana di una Chicago ricostruita a Praga. Un film esagerato, una trama a cui bisogna chinare il capo senza stare a chiedersi troppo il perchè, altrimenti si scade nel ridicolo. E la disposizione a farsi qualche risata e a farsi incollare alle poltrone dalle scene d'azione. Non resistete. E non potrete resistere. E se vi va, provate il
giochino online che vi fa sparare con le curve.