Che sia da parecchio attento a tematiche particolarmente legate ai principi umanitari e di difesa dei diritti dell'uomo è stranoto. Ma non è da questo lato che il suo valore artistico deve essere affrontato. Stiamo parlando, secondo me, del musicista dotato della più bella voce della storia della musica leggera, chiamatelo rock, chiamatelo pop, chiamatelo come vi pare. Ma la più bella voce è la sua, dell'Arcangelo Gabriele.
Peter Gabriel. Non sto qui a ripercorrerne le tappe perchè ci vorrebbe una Treccani e no, non mi pare proprio il caso. C'è però un episodio, un aneddoto legato a uno dei suoi brani che vale la pena di essere raccontato. Un giovane indiano, anzi nativo americano, di quale nazione non è specificato (intesa come nazione pellerossa), si reca con uno sciamano, un uomo della medicina, in un luogo isolato. Lo sciamano porta con sè un sacco con dentro qualcosa che si muove. Arrivati in cima a una collina lo sciamano tira fuori dal sacco un serpente a sonagli, e il giovane si fa mordere un braccio. Il veleno gli susciterà una delle famose visioni indiane. Se morirà o se vivrà è già scritto nel destino, in ogni caso il giovane guerriero farà l'esperienza che segnerà, nel bene e nel male, la sua esistenza. Questa breve storia, raccontata in una canzone con versi come pennellate, descrive semplicemente le azioni, senza giudizi, pareri, implicazioni di sorta. Se non chè, il posto dove avviene la scena è
San Jacinto, famosa in altro contesto perchè vi si tenne la battaglia finale della guerra di indipendenza del Texas, dove gli eserciti degli Stati Uniti e del Messico si sfidarono all'ultima arma per stabilire se il Texas dovesse entrare a far parte degli stati confederati o del Messico. Fu un massacro. Idealmente, possiamo immaginare il giovane pellerossa morso dal serpente come testimone dello scontro di due popoli stranieri che si contendevano la sua, di terra. E' la storia in compendio della nascita e della presa di identità degli Stati Uniti d'America. E questo è il suo stile, quello di Peter Gabriel, che con maestria fa parlare i protagonisti, allontanandosi da qualsiasi possibilità di trasformarsi in un predicatore integralista alla
Bono Vox o in un hippie in ritardo di vent'anni come
Sting quando si impegnò per l'Amazzonia. Peter Gabriel è un artista, in ogni senso. E' un grande cantante, un grande autore, un grande compositore, ma non solo. E' anche un artista visual. Lo è sempre stato, ante-litteram.
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| La copertina di New Blood - Deluxe Edition |
Tutto questo si ritrova nel suo ultimo album,
New Blood, che nell'edizione deluxe contiene ben quattro dischi (un bluray, un dvd, due cd) incredibili. Non c'è altra parola per descrivere il contenuto. A partire dall'impaginazione, le numerosissime foto di alta qualità. Il concerto nel bluray e nel dvd (esiste anche in versione 3D ed è stato trasmesso in tv da Sky poco tempo fa) è la registrazione del concerto effettuata allo Hammersmith Apollo di Londra lo scorso Marzo, con un'orchestra sinfonica, e installazioni video con broadcast di contenuti live e registrati. San Jacinto, questo il titolo della canzone di cui sopra, è uno dei titoli presenti. Tutto il concerto è molto ma molto suggestivo, a patto di guardarlo, e ascoltarlo, su un impianto degno di questo nome. Gli arrangiamenti sono azzeccati, con la parte ritmica affidata di volta in volta agli archi o ai fiati. A volte sono forse un po' troppo scarni, altre volte un po' troppo lineari, ma la scaletta non tradisce, non mancano le grandi hit,
Shock The Monkey,
Solsbury Hill,
The Rhythm of the Heat,
Red Rain,
Mercy Street mettono i brividi. Rimane la curiosità di sapere come sarebbero venute con l'orchestra
Big Time o
Sledgehammer. Mi sa che il dubbio rimarrà visto che nell'intervista extra, lo stesso Pete ci dice che il prossimo progetto sarà completamente diverso. Secondo me possiamo aspettarci qualcosa già nel 2012, che poi è l'ultimo, i
Maya incombono.