
Oggi mentre andavo a pranzo ho notato che erano stati affissi i pannelli di pubblicità di un nuovo film, italiano, che si intitola
Il Sesso Aggiunto. Poco più avanti si pubblicizzava invece
C'è chi dice no. Al chè abbiamo pensato: ma quanti film escono ogni anno? Ma davvero sta industria è in crisi? Allora tornato al pc ho detto, fammi dare un'occhiata su internet. E ho trovato un sito di tutta utilità,
questo, in cui ci sono molte informazioni sullo stato del cinema italiano, delle quali alcune impreviste. Per esempio, volete sapere quanti film sono stati prodotti in Italia nel 2010? Facile, 149. Centoquarantanove! Sta a dire 12.4 film al mese. Dodicivirgolaquattro. Che uno dovrebbe andare al cinema un giorno si e uno no per vederli tutti. Che poi uno non li vede tutti, ok, ma comunque non è un numero scemo. Continuiamo a parlare di numeri così pare che siamo bravi. Si perchè uno vede l'anno scorso e dice, ma gli anni passati? Allora ecco qua una breve sintesi a partire dal 2000, abbiamo fatto cifra pari, a oggi. Anche per giustificare il titolo no?
Ecco un po' cosa ne abbiamo ricavato:
- Nell'anno di grazia 2000 sono usciti 71 film italiani. Tra cui ricordiamo (ovviamente li ricordo io, voi ne ricorderete altri, fatevi il vostro blog e scriveteci quello che vi pare no?) Almost Blue, Canone Inverso, Chiedimi se sono felice, Denti, I Cento Passi ( un tantino retorico ma toccante), Il Mestiere delle Armi (bello come un quadro rinascimentale), Il Mnemonista (questo lo cito perchè mi ha colpito particolarmente), Partigiano Johnny (questo invece lo cito perchè è un insulto al libro), Le Fate Ignoranti, Malena, il tamarrissimo Sud Side Story e il cafonissimo Zora la Vampira.
- L'anno successivo, 2001, saliamo a 76 titoli, tra i quali Il Derviscio (tentativo italiota di film mediorientale, con evidente pecca semantica), Fortezza Bastiani (Sacrilegio!), I Banchieri di Dio (film irrisolto sul caso Calvi), I Cavalieri che fecero l'impresa (inedito Pupi Avati in chiave cafonal-storica), L'Ultimo Bacio, La stanza del figlio e il logorroico Santa Maradona.
- Nel 2002 caliamo di brutto, 51 titoli tra cui El Alamein, per niente male, l'orrore del remake di Febbre da Cavallo, L'ora di religione senza senso, e il tragico Pinocchio di Benigni.
- Arriva il 2003 e torniamo ai numeri dell'anno precedente: 78 titoli contrassegnati, almeno quelli più noti, da un'impostazione storico-politica, a parte l'ennesima cagata di Ozpetek: Io non ho paura, La meglio gioventù, The dreamers sui pruriti adolescenziali del maestro Bertolucci, La finestra di fronte, Piazza delle cinque lune.
- 2004 e stiamo più o meno là: 81 film tra cui quello a episodi con l'intervento del maestro Antonioni, Eros, Le chiavi di casa di cui ricordo solo il titolo, Non ti muovere (Castellitto non bastava chiamare tua moglie e dirle che il libro t'è piaciuto?), Ogni volta che te ne vai a cui sono legato affettivamente e che non ha avuto il successo che avrebbe meritato e il primo film tratto dal mago Moccia, Tre metri sopra il cielo.
- Il 2005 segna ancora un calo: 66 film prodotti nell'anno con l'inaugurazione del filone canzone pop, senza peraltro capire quanto davvero c'entri con la canzone, è il caso di Arrivederci amore ciao, e gli orribili remake di Er Monnezza ed Eccezziunale veramente. Nell'anno arrivano anche il riflop di Benigni La tigre e la neve, il dimenticabile Melissa P, Manuale d'amore, Quo vadis baby e il grande successo di Romanzo Criminale.
- Balzo in avanti nel 2006: 98 nuovi film italiani con l'esordio di Paolo Bonolis in Commedia Sexy, gli scafroglietti capitanati da Corrado Guzzanti nel noiosissimo Fascisti su Marte, Il Caimano presuntuoso, Notte prima degli esami (ancora i titoli delle canzoni) e l'ultima delusione di Monicelli, Le rose del deserto.
- 2007 e saliamo ancora. Ben 117 titoli con il maestro Olmi e i suoi Centochiodi, e poi Come tu mi vuoi, Mio fratello è figlio unico, Rosso Malpelo, Notte prima degli esami oggi di Brizzi che fa i film a due a due, chiamalo scemo!
- 2008 da record. Sono 146 i film italiani prodotti in quell'anno, con l'abominio Albakiara (Vasco perchè?), l'inutile Caos Calmo di cui per farne parlare si so inventati la sodomia tra Moretti e la Ferrari, roba che al solo pensiero non faccio sesso per altri 10 anni. E poi il bestseller (il libro, il film meno) Gomorra, Il Divo biografia non autorizzata di Giulio Andreotti, il flaccido L'allenatore nel pallone 2, l'esordio alla regia del genio Moccia di Scusa ma ti chiamo amore, e il ritorno indesiderato di Gerry Calà con Torno a vivere da solo con Eva Henger vestita.
- 2009 in leggero calo con 118 film italiani. Il presuntuoso Baaria, lo sciatto Cado dalle nubi, Fortapasc (Che avrebbe meritato mooooooooolto più successo di Gomorra, nonostante il logorroico De Rienzo), il sensazionale (nel senso che cavalca la sensazione comune) Generazione Mille Euro, il solito Pieraccioni con Io & Marilyn e Io sono l'amore sul quale volentieri soprassediamo.
- Nell'anno scorso ancora record. 149 film italiani. E' passato poco, ve li devo dire io?
- Nel 2011 poi, dopo soli tre mesi e mezzo sono già 56 i nuovi film prodotti, e altri 194 sono in produzione. Ovviamente non usciranno tutti entro l'anno, ma conferma il trend.
Dunque sta famosa crisi? Dove sta? Non sembra invece anche a voi che si faccia come i negozianti che giustificano con una crisi immaginaria l'aumento dei prezzi? E a che pro, visto che i prezzi non aumentano? E tutti sti soldi per produrre? Chi li tira fuori?
Una parte le case di produzione, ma per poche decine di titoli all'anno, mica tutto sto popo' di roba. Ma il resto? C'è il product placement, ok. Ma ci sono anche una serie di enti pubblici che erogano fondi. Magari non tanti soldi. Ma ci sono. Ci sono 38 enti pubblici che hanno finanziato almeno un film o un documentario. Tra cui quasi tutti i ministeri e vari altri enti. Ci sono poi 57 enti regionali che sovvenzionano molto di più che gli enti nazionali, tra cui quasi tutte le regioni (la regione Lazio ha supportato dieci film e ventidue documentari) enti regionali (la Calabria Film Commission ha sovvenzionato sette film e due documentari) e altri enti amministrativi. Ci sono poi una miriade di enti provinciali, comuniali, associazioni no profit e società di capitali che sovvenzionano produzioni cinematografiche. Le modalità per poter attingere a questi fondi mi rimangono sconosciute. Chissà.
Fatto sta che a giudicare da queste cifre quello che ne esce è che in Italia non c'è un'industria cinematografica, c'è invece un panorama frastagliato di produttori, enti, registi. Ci sono anche, ogni anno, diverse produzioni che escono senza distribuzione. Il senso di tutto questo mi sfugge.
La cosa che posso scrivere a conclusione di tutto è che invece di 80 film all'anno, prodotti anche da giovani (scorrete i nomi, molti saranno perlopiù ignoti) mi piacerebbe se ne facessero due o tre di reale valore tecnico e artistico. Ma quello che vorremmo è sempre lontano dalla realtà.
Eh no scusate devo aggiungere una postilla. E qua spero di essere smentito. Ma non è molto edificante vedere ogni volta che c'è una mobilitazione tutti i protagonisti di punta del nostro cinema (sono sempre gli stessi) protestare contro "tagli", "riduzioni", "provvedimenti" eccetera eccetera, senza avere evidentemente un'idea chiara della situazione. E dall'altra parte nessuno che sia in grado di ribattere. Non è per niente edificante.