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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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PIRANHA 3D, si sono mangiati pure cinecittà

L'altra sera volevo andare a vedere Piranha 3D, che deve essere un film bello cafone cafone come ogni tanto ce ne vogliono. E mi sarebbe tanto piaciuto, ma... Ok, lasciamo perdere i fatti personali. Diciamo che ABBIAMO fatto tardi ed era già iniziato. E m'è rimasto qua. Sul gargarozzo. Immaginavo già tutti sti bei pescioni stradentuti che sbranano tutto e tutti. Potrebbero sbranarsi, che ne so, anche un cane. Avete presente? Facciamo una bella metafora. Che tanto un animaletto carino carino come un bel cane potrebbe rappresentare un'ottima vittima per un branco di Piranha. Ecco, ammettiamo che sto cane rappresenti qualcosa, tipo un ente parastatale (più o meno acclamato, ma tanto in Italia ci sono solo enti parastatali). Come quello a sei zampe, capito? Però c'è una grande sostanziale differenza tra il cane del petrolchimico e quello che potrebbe rappresentare il cinema, a parte il numero di zampe. E cioè che mentre il primo, a prescindere da qualsiasi discorso etico, sugge direttamente dalle profondità del suolo il proprio sostentamento, il secondo invece attinge, come avviene in quasi la totalità dell'imprenditoria italiana, da fondi statali. Che sono ancora più in diminuzione del petrolio. Con conseguenze altrettanto tragiche. Così, mentre i giochini dei poltronisti di professione si rimbalzano ministeri e sottosegretariati da un angolo all'altro dei loro uffici all'ultimo piano, le risorse si riducono drasticamente. I più pessimisti poi predicano il catastrofismo: siamo al collasso, dicono. Forse è vero. Forse no. Non lo so, non sono nemmanco un economista cosa diavolo volete che ne possa sapere. Però non sarebbe poi tanto male far finire tutto a puttane come in Fuga da Los Angeles. Quello che voglio dire però è altamente impopolare. E cioè che verrà inevitabilmente prima o poi il momento in cui il conto da pagare sarà ingestibile con i metodi usati negli ultimi 50 o 60 anni. E non venite a dirmi che è tutta colpa dell'attuale governo. I Piranha sono decenni che si stanno sbranando questo cane e tutti gli altri cani che prima erano pubblici e poi son venuti a dirci che erano privati. Ma con i soldi pubblici. E così i soldi pubblici hanno salvato l'Alitalia, la Fiat eccetera eccetera. Ma perchè? Per salvare i posti di lavoro. Certo. Come no. Il problema è che poi i Piranha non hanno più che sbranare e nessuno vorrebbe che i Piranha si estinguessero. Io sì, lo vorrei. E sticazzi della "cultura" (la chiamano così), del Fus (lo chiudessero una volta per tutte), dei finanziamenti pubblici ai partiti (che insultano i giornali), ai giornali (che insultano i partiti) e a tutto quanto il resto, tra cui il cinema (che insulta primi e secondi). 

A sto punto, meglio i Piranha fasulli e cafoni di un film prevedibilmente brutto, anzichè polemiche e banalità a profusione.

Certo, la perdita dell'archivio storico Luce, che ora si chiama Cinecittà Luce, nato dalla fusione tra Cinecittà Holding (Behemot statale) e Istituto Luce (Leviathan sempre statale), sarebbe un crimine contro l'umanità.

Ecco perchè tutti insorgono contro il pericolo che Cinecittà Luce vada fallita. 

Ma perchè, casomai la cosa dovesse succedere, andrebbe perduto l'archivio? Qualcuno lo acquisirebbe, facendone anche ottimo affare, magari lucrando sulle case dello stato e contemporaneamente truffandolo. Anzi, la trovo l'ipotesi più probabile, quella che però non finirà mai su nessun giornale.

Come Piranha 3D, che avrei voluto tanto vedere...

 

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