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Pubblicato da Giuseppe Catalano

Non ha superpoteri e ha un sacco di gadget fichissimi, come Batman, ma non ha la sua profondità. E' spiritoso e sbruffone, come Spiderman (quello vero, non quella checca dei film di Raimi), ma non sa arrampicarsi nemmeno su un albero. E' un riccone viziato, come Iron Man, ma non salva il mondo. Che senso ha The Green Hornet? Uno solo: i titoli di coda. E' l'unica cosa veramente bella di questo film in cui tutto il resto è solo un gran casino. Certo, considerando che The Green Hornet ha debuttato come serial radiofonico nel 1936, prima di tutti gli altri supereroi, anticipandone alcuni temi, è motivo di più per incazzarsi per il basso risultato di questo film. Dopo esser passato per radio, dagli anni 40 in poi The Green Hornet, che si chiamava Il Calabrone Verde, diventò anche un telefilm, una serie cinematografica e una graphic novel. Nella serie tv il ruolo di Kato (avrà ispirato l'omonimo personaggio della serie La Pantera Rosa?) è stato interpretato anche da Bruce Lee, a cui c'è un riferimento anche nel film in questione. Motivo di più per trattarlo bene, e non da cialtroni. Michel Gondry non è riuscito a infilarci quella delicatezza e ironia dimostrata altrove, risultando cialtrone all'ennesima potenza. Seth Rogen, bravissimo in una parte ritagliata per lui nell'a tratti commovente Funny People, qui è totalmente fuori parte. E' solo uno stupido ciccione viziato e arrogante. Niente di più. Jay Chou nei panni di Kato è un ni. Ricorda da lontano Jet Li in alcune scene, ma non ha la sua atleticità (molte scene di combattimento sono realizzate in computer grafica) nè l'espressività. D'altronde per uno che ha fatto Shaolin Basket... Cameron Diaz ha la stessa espressione ebete di sempre, nei panni di una milf non tanto hot, con le rughe da 37enne e le labbra rifatte. L'unico attore, e dunque personaggio degno di nota è, guarda caso, il cattivo cattivo, un russo dal nome impronunciabile con risvolti grotteschi e una verve comica nonostante l'atteggiamento burbero e violento. Soffre il suo aspetto troppo rassicurante, che non riesce a incutere paura, e perciò si abbandona agli atti più efferati.  Non a caso lo stesso attore, che si chiama Christoph Waltz, è l'unico riuscito nel film più brutto di Tarantino. Forse per edulcorare proprio questo personaggio, tutto il film diventa un monumento cialtronesco all'azione più insensata, dove il picco di esplosioni, scoppi, pugni, calci violanti e sparatorie è praticamente costante. Un picco costante non è un picco. E' una rottura di coglioni.
Però, oltre ai titoli di coda bellissimi, unica cosa che peraltro giustifica il 3D del film,forse nel tentativo di usare la terza dimensione per nascondere il piattume di Green Hornet, c'è un dettaglio gustoso.
Kato a un certo punto prende l'iniziativa di ciattare online col nickname di Green Hornet. Cosa usa per ciattare? Windows Live Messenger. Windows, capito? Ok, ora seguitemi. Nella trama, Green Hornet usa un registratore mp3 per catturare la confessione di un tale. Poi salva tutto su chiavetta usb, e finalmente, nel trionfo di rotture di palle di cristallo del finale, cerca di uploadare il tutto sul sito del suo giornale (sarebbe un editore nell'originale, qua è solo un imbecille). Ma la cosa va a puttane!
Windows, che si può supporre aver pagato per il cosiddetto product placement all'interno del film, ci fa l'ennesima figura di merda.
Se avessero usato Mac, forse il film sarebbe stato meno insopportabile!

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