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Pubblicato da Giuseppe Catalano

C'è tanta gente, ma tanta, pure troppa, che abbraccia con entusiasmo qualsiasi teoria complottista. Tanto da meritarsi l'appellativo di complottisti. Quelli che piove, e sta venendo la fine del mondo. Fa caldo, e sta venendo la fine del mondo. Il figlio è stato bocciato a scuola, è perchè qualcuno lo ha preso di mira. Il fenomeno si estende dalle bazzecole più insensate a cose gigantesche. Tipo che l'11 settembre se lo è fatto da solo Bush, o che la Roma è odiata dal sistema calcio, per dire. Sta gente che vede complotti dappertutto, a lung'andare diventa noiosa. Perchè perde di vista il gusto concreto della teoria del complotto, che è quella di creare disordine. E non mi voglio riferire alla politica, chi se ne frega. Dico disordine intellettuale, culturale, semplice confusione di oggetti. Tutto questo trova l'apoteosi in un celebre film di John Carpenter, Essi vivono. Ogni film di John Carpenter è strutturato più o meno in maniera identica. C'è un protagonista con un'acconciatura veramente improbabile che è una sorta di eroe senza macchia e senza paura, pur con una serie di debolezze e difficoltà alle spalle, che viene a scontrarsi con l'ambiente circostante. E il contrasto si accentua talmente da trasfigurare il nemico in un qualcosa di mostruoso, inumano e sovrumano, che purtuttavia alla fine soccombe o nel peggiore dei casi rimanda lo scontro finale a prossima data. Qui l'ex lottatore Roddy Piper scopre in maniera rocambolesca che esiste un complotto di alcuni alieni per impossessarsi del controllo totale del genere umano. La genialata, non nuova ma sempre genialata, è che per farlo usano gli strumenti simbolo dell'epoca in cui il film fu girato, il 1988, ultimo periodo reaganiano, e cioè la tv e la pubblicità. Estensione mostruosa dell'efficacia della comunicazione, la tv e la pubblicità intorpidiscono le menti e sopiscono gli animi. Vi ricorda qualcosa? Certo che sì. L'argomento impazza in questi giorni come non mai, in maniera talmente noiosa e contemporaneamente assidua da sortire lo stesso effetto del meccanismo che vorrebbe denunciare. Il sonno. Ma non quel bel sonno giusto e ristoratore, magari, piuttosto un sonno malato, stanco, sudaticcio. La scusa di trovare complotti dappertutto esonera dal tentativo di far qualcosa di nuovo, di diverso. Prendiamo un'iniziativa? E che la prendiamo a fare. Sicuramente ci sarà qualcuno che ci impedirà di metterla in atto. Roddy invece si trova travolto in questa situazione alienata e scopre che gli extraterrestri hanno in realtà un aspetto orribile, un po' zombie un po' robot, visibile all'occhio umano solo usando una particolare specie di occhiali. E allora si incazza come una bestia e cerca di ucciderli tutti. Poi si imbatte in una sorta di confraternita lottatrice, una cellula di resistenza, o di terroristi, come vi pare. Non manca l'amico fidato, Keith David, con cui a un certo punto Roddy intraprende una storica scazzottata, e la figa di turno, Meg Foster, che alla fine si scopre essere... Vabbè questa non la dico. Il film è comunque da guardare, come tutta la produzione di Carpenter, perchè nonostante le tematiche trite e ritrite riesce sempre a tenere la tensione al punto giusto, come da lezione Hitchcockiana, utilizzando in modo magistrale il commento sonoro. Fateci caso, conquisterà anche voi.

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