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Pubblicato da Giuseppe Catalano

L'impresa è mirabile e se non fosse realmente accaduta sarebbe anche poco credibile. 1995, Nelson Mandela viene eletto presidente del Sudafrica, l'apartheid è appena stato abolito ed è altissima la tensione tra le popolazioni nere e gli Afrikaner, i bianchi di origine europea (olandesi e inglesi sopratutto) che fino a pochi mesi prima segregavano la gente di colore. L'atmosfera è infuocata e sembra che da un momento all'altro possa scoppiare il macello.
Mandela però non vuole questo, vuole unificare la nazione, renderla la nazione arcobaleno. Allora cosa fa? Convince i neri a non disgregare gli Springboks, l'odiata (dai neri) squadra di Rugby del paese, invece idolatrata dagli Afrikaner, mantenendone il nome e la tradizione e convince tramite una serie di incontri diplomatici il capitano della squadra dell'importanza di vincere i campionati del mondo che proprio il Sudafrica ospiterà di lì a poco.
Quale migliore sceneggiatura? Nelle interviste extra tutti i protagonisti dicono di essere stati conquistati dallo script. E la storia è infatti perfetta per un bel polpettone pieno pieno di patriottismo, spirito di squadra, pacifismo, buoni sentimenti. E il carico arriva con la storia del Rugby. Sport bellissimo per carità, appassionante da seguire ai massimi livelli e soprattutto dal vivo. Ed è tutto vero quello che raccontano gli esagitati della palla ovale. Botte da orbi dentro al campo e grandi bevute appena finita la partita. Mica come il calcio. E che palle. Le motivazioni sono diverse, no? Mica dipende dal calcio se tra i tifosi si infiltrano gruppi di teppisti. D'altronde è significativa una frase del film: il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da hooligans, il rugby è uno sport da hooligans giocato da gentiluomini. Torniamo al film, roba che se non ci fosse dietro la mano delicata di zio Clint risulterebbe smielato. Per fortuna Clint ha la mano dolce e non ha manco la prosopopea di girare dicendo sò io sò io. Anzi per dirla tutta, non mi ero nemmeno informato su chi fosse il regista e al momento del noleggio del bluray non ho guardato. Me lo sono chiesto durante tutto il film e alla fine è uscito lui e ho detto cazzo! Il rischio di alzarsi dal cinema col culo ingrossato dalle smielosità è elevatissimo, ma ci pensano il simpatico Morgan Freeman, il grande Matt Damon nei panni di Francois Pienaar  e anche i ragazzi della scorta personale di Mandela a rendere la cosa un pochino più allegra. Certo, ripensando al tema rimane insuperabile L'Ultimo Re di Scozia, e un pensiero va anche a Blood Diamond. Questo rimane un bel film, non il top della produzione di Eastwood che merita un capitolo a parte, e il migliore spot possibile per l'ente turistico del Sudafrica. Assieme alle immersioni con lo squalo bianco.

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