UNA NOTTE DA LEONI 2, ho visto anche la 3, la 4 e la 5.
30 Maggio 2011
Scritto da Giuseppe Catalano e da
Overblog
Visto il primo visti tutti. Una Notte Da Leoni, uscito se non ricordo male nel 2009, aveva sorpreso un po' tutti. Era andato in sala un po' in sordina, nessuno si aspettava il successo che ha avuto, che è aumentato gradualmente, grazie soprattutto al buon caro passaparola. La trama è semplice ma efficace, arricchita dai mille spunti geniali e trashissimi che fanno veramente ridere.
Anche Una Notte da Leoni 2 fa ridere. Ma è un film già visto. Se dovessi scegliere tra il rivedere in dvd il primo episodio e in sala il numero 2 o il 3 o un successivo, sceglierei il primo. Perchè la prima volta non si scorda mai.
La seconda poi... è come la terza!
Nella terza puntata di Una Notte Da Leoni Mr Chow si trova a Mosca e viene rapito da alcuni criminali mentre sta in videochat su Skype con Alan. Il quale assiste al rapimento e quindi droga le bibite di Phil e Stu e prende l'aereo privato di paparino e vola a Mosca. Qui si metteranno tutti alla ricerca di Mr Chow che in realtà sta in vacanza ai tropici assieme a Ivan Drago, che dopo essere stato battuto da Rocky è diventato un mafioso, al quale cerca di insegnare le mosse di Mike Tyson. Poi Phil si innamora di una spia russa e Stu viene violentato dall'orso polare del Gorky Park. Alla fine i nostri eroi, dopo essere stati torturati dalla baby gang di Mosca, ritroveranno Mr Chow in una cassa spedita da Ivan Drago in cui ha messo per errore anche la Nonna del Corsaro Nero. Nel viaggio per Mosca, tra i due è scattata la scintilla, e si celebrerà l'ennesimo matrimonio.
Volete che vi racconti la quarta? La quinta? La sesta? Inventatevele da voi, saranno sicuramente più divertenti.
Strano che un film riprenda il concetto televisivo di serialità che invece in tv ha preso tutta un'altra strada. O forse no? Non lo so. Lost, che non ho mai visto, è forse il telefilm che più di tutti ha aperto la via a una nuova serialità, in cui di fisso rimangono i personaggi ma le loro storie, le trame, i rapporti mutano, anche troppo nevroticamente, in tutta la serie. Una Notte Da Leoni, invece, fa come Happy Days, in cui in ogni puntata si ripetevano sempre le stesse cose, in maniera talmente esasperante che alla fine Fonzie ha dovuto saltare lo squalo con gli sci d'acqua per portare qualcosa di nuovo. Da lì in poi, però, Happy Days andò velocemente verso il tramonto, e l'espressione "jump the shark" è diventata d'uso comune nel gergo televisivo ammericano.
A Una Notte Da Leoni è bastato ripetersi pedissequamente per saltare lo squalo. Sarebbe bastato introdurre qualche nuova idea per renderlo fresco. Fa ridere sì, ma è già visto. All'infinito.