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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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THOR, il Mjolnir di Shakespeare

Sì, non gridate allo scandalo. Ma in fondo ce lo aspettavamo no? Lo avevamo pensato quando era uscito il film, ma soprattutto le dichiarazioni di Kenneth Branagh. E poi uno si siede in sala, per quanto scomoda e con quei maledetti occhiali che poi li rivogliono pure indietro, quelli che al posto delle lenti c'hanno le gelatine. Un paio del genere credo di averlo trovato su Topolino quando avevo 10 anni. Vabbè, a parte questo, ti siedi in sala, finalmente arriva il buio e non rifletti più. Tutto quello che mi frullava prima in testa, mi piacerà, non mi piacerà, chi ne dice bene, chi ne dice male, come sarà, tutta sta roba sparisce. Il chè significa che almeno una cosa buona il film ce l'ha. Si fa seguire. Poi certo se uno va a vedere Thor e non sa che si tratta di un fumetto tratto da una leggenda nordica, che quindi tratta di miti ed eroi, per quanto riportati ai giorni nostri, come del resto in pieno stile Marvel, allora poi ha poco da recriminare. O no? Cioè, ma, boh... Vabbè.
Dicevamo, uno si siede e comincia a seguire il film, che si fa seguire. Poi a un certo punto, se ha un minimo di neurone sveglio, segue la trama e vede il padre vecchio e stanco che sta per lasciare il posto al figlio. La madre amorevole e rispettosa. Il figlio scapestrato ma buono. L'altro figlio pacato ma ambiguo. E poi i nemici. Ma di cosa stiamo parlando? Un mito classico? Ercole? Beh, Thor è già una cosa del genere. Figlio di Odino, padre degli dei. Una specie di figlio di Zeus. Ma a un certo punto si capisce che Thursday, giovedì, deriverebbe da Thor's day. Allora è Thor l'omologo nordico di Zeus? Un po' si e un po' no. Allora Odino sarebbe una specie di Saturno? Boh. Ma chi se ne frega. Qui c'è l'intreccio, le invidie familiari che non dissolvono gli affetti. Insomma un groviglio non troppo stretto ma comunque appassionante che ricorda quasi... quasi... Chi ricorda? E beh, pensate un po'. Amleto? Macbeth? Re Lear! Riccardo III! Cazzo giusto! Ecco quel vecchio volpone di Kenneth Branagh che ti ha tirato fuori! Ha fatto un pasticcio di vicende Shakespeareiane e le ha inserite in un fumetto! La storia è bella, non banale. Gli attori sono giusti, quasi tutti. Thor è fantastico. Un po' troppo cafone nel fisico, ma per fortuna non ha tatuaggi (esistono ancora cafoni non tatuati?). Odino, Anthony Hopkins, che te lo dico a fa. La madre! Dico per ore, ma chi è la madre? Rene Russo! Che meraviglia! Il fratello Loki, spettacolare, un grande attore. Una mimica facciale accuratissima. Mai un ghigno fuori posto, non un sorriso che ne svela lo scopo. E' combattuto perfino nelle azioni più indegne. Tradisce e soffre. Roba da farti cadere ai piedi decine e decine di sprovvedute. Certo. Si capisce fin dall'inizio come si orienta la storia. D'altronde si sa già. Eppure ti tiene lì a guardarla. Sai benissimo come andrà a finire, eppure continui a guardarlo con curiosità. Tutti i personaggi sono azzeccati. Anche i compagni guerrieri (ma saranno dei anche loro? O solo guerrieri?), Xena, Jackie Chan, Robin Hood. E il grosso chi sarebbe? Little John? Obelix? Non è dato sapere. Tutti personaggi azzeccati dicevamo. Tutti tranne uno. Anzi una. La tipa lì, la piccoletta. Come si chiama? Non mi viene. Quella che fa la scienziatina sfigata. Mi viene Laura Palmer, perchè? Portman! Ecco, Natalie Portman. Inutile. Non ha senso in questo film, è un po' in disparte. Solo un picco di romanticismo appassionato nella scena del bacio, poi poco altro. A pensarci bene, se c'è una cosa che proprio manca in questo film è la patata. C'è la guerriera che sembra Xena, tra l'altro la Xena originale regge ancora la pompa alla grande nella serie cafonissima Spartacus, ma anche lei ha poco spazio. Oddio Kenneth un po' checca lo è, e si deve essere innamorato del vichingo che interpreta Thor, lo ha reso così bello. Devono essersi dimenticati la patata. Vabbè poco male. Non abbiamo mai creduto all'omofobia. Non crediamo nemmeno nel suo contrario, qualsiasi nome vogliate dargli.
Dulcis in fundo, anche il finale del film è azzeccato. Lui per salvare il nemico (sembra un ossimoro anzi probabilmente lo è) è costretto a distruggere il Bifrost, il ponte che collega Asgard alla Terra. Perdendo così lo strumento per tornare da lei. Allora Thor si affida alla guardia che tutto scruta. 'La vedi?' gli domanda. Non mi ricordo manco cosa la guardia risponda. Ovvio che la risposta è sì. E allora lui rimane lì, con la sua amata lontana, e tutta la libertà di poter pensare che lei stia bene, anzichè come tutti noi poveri mortali nella merda fino al collo, tra le nostre meschinità e piccolezze quotidiane. C'avevate pensato?



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