Incredibile ma vero: finalmente Predator, il filmone con Schwarzy del 1987, ha avuto un
sequel decente! Dopo il terribile numero 2 con Danny Glover e la saga, immonda, di Alien vs Predator vs Raul Bova, è stato Robert Rodriguez a riportare in vita il cadavere di un classico della fantascienza d'azione.
Il geniale cineasta, poco incline all'originalità, ma primo della classe quando si tratta di citare, figura in questo caso come producer, mentre la regia è affidata all'americano-ungherese Nimrod Antal, già apprezzato per il suo
Vacancy, una specie di Non aprite quella porta per quarantenni.
Il cast è di prim'ordine: Adrien Brody, Alice Braga, Danny Trajo e Larry 'Morpheus' Fishburne sono garanzia di incasso e qualità.
La trama: i Predators sono dei cattivoni molto violenti, hanno sterminato già la squadra di Schwarzenegger in centro america, messo a ferro e fuoco L.A. contro Danny Glover e perfino fatto a mazzate con gli Aliens di Ridley Scott! Ora si sono stancati di fare scorribande sulla Terra e per questo rapiscono qualche umano, tanto per fargli fare la fine della volpe alla corte di sua maestà. C'è da dire che fanno le cose in grande, mettendo insieme un gruppetto di tutto rispetto: un mercenario americano, una cecchina di Tsahal, un paramilitare centrafricano, uno yakuza, un narcotrafficante messicano, un condannato a morte, un militare russo ed un medico.
Attraverso varie trappole ed agguati splatterissimi decimano il plotone, finchè alla fine Brody fa perdere la testa, in tutti i sensi, al predatore. Finito qui? nemmeno per sogno, aspettiamoci tranquillamente un sequel, perchè...
Meschinità, egoismi, sessismo, spirito di sopravvivenza, ettolitri di sangue ed addirittura una guerra civile tra alieni condiscono il tutto e lo rendono più che gradevole. Le musiche sono, come per il primo episodio, dell'ottimo
Alan Silvestri, maestro delle o.s.t. made in Hollywood.
Il film è un costosissimo trashone, come tanto piace all'amico del cuore di zio Quentin, con immagini di finta scarsa qualità, violenza gratuita e battute fulminanti. Finto basso profilo, molto divertimento nel progettarlo e realizzarlo e come risultato un compendio dell'action made in 80s, adattato alla coattanza del 2010, ma con una sola grave pecca: Adrien Brody nei panni di Rambo ci sta proprio male!