se ne sentiva proprio la mancanza...
14 Ottobre 2013
Gravity è l'unico film che mi sia capitato di vedere in 3D, e non sono pochi, in cui il 3D aveva un senso. E già questo è un grande merito, considerando che il 3D continua a essere una delle più grandi bufale dei nostri giorni, o forse l'umanità non ne è ancora pronta... Tuttavia, Gravity, di cui si leggono cose pazzesche, nel senso che sembrano scritte da pazzi, o forse da stronzi, è un film godibile, ben realizzato e recitato, ma non sicuramente un capolavoro. E siccome son tanti i punti di vista da cui poterne parlare, ho fatto una piccola classifica, così, un po' a cazzo.
1 - Houston, abbiamo un problema!
In prima posizione un grande classico del cinema di fantascienza. Questi astronauti a spasso per le orbite terrestri non fanno che parlare con un certo Houston, per non sentirsi tanto soli. E quando sono sulla terra vogliono fuggire e tornare nello spazio per non sentirli più parlare e poi, appena nello spazio che fanno? Chiamano sto Houston in continuazione. Alla cieca, alla larga, scherzando, chiedendo permessi e autorizzazioni. Oh, ci fosse stata una volta che ne film avessero detto: Houston abbiamo un problema! E che gli costava?
2 - Buzz Lightyear
Già, il simpatico personaggio di Toy Story. E' a lui che si è ispirato George Clooney per interpretare il comandante della missione, no? Solo che Buzz nei film animati fa tante cazzate ma poi, essendo appunto un cartone, non muore mai. Clooney invece di cazzata ne fa una sola, grande come una casa, si lascia andare nello spazio aperto senza alcun motivo logico. E muore.
3 - Psicanalisi spicciola
Questa ammorba il film in un certo punto della ... vogliamo chiamarla trama? L'ottima Sandra Bullock, si scopre a un certo punto, s'è buttata anima e corpo nell'astronautica perchè tempo prima - ma quanto tempo? - le era morta la figlioletta di quattro anni. Quindi a un certo punto sta quasi per farsi accogliere dalle calde braccia della morte proprio per metter fine alla sua lunghissima sofferenza quando ha la VISIONE!
4 - la VISIONE. 
Come diceva Troisi, c'è o miracolo e 'O MIRACOLO! C'è una bella differenza tra i due. 'o miracolo è una cosa piccola, un fatto che accade senza far rumore, una casualità che il sempliciotto scambia per intervento divino. E poi c'è 'O MIRACOLO! Un fatto così sconvolgente che deve essere per forza intervento divino. Allo stesso modo, qua abbiamo la VISIONE! Non una semplice allucinazione, ma l'intervento - divino? - con cui la nostra Sandrona dà una svolta alla storia, prende la vita a due mani e si lancia a spron battuto contro l'atmosfera terrestre. E qual è la VISIONE? Il tristissimo ritorno di Buzz Lightyear - aka Georgino Clooney - che di ritorno dall'aldilà psicanalizza in cinque minuti la Sandra e la convince a riprendersi la vita. Roba che la gente in sala bestemmiava per sta cazzata pazzesca.
5 - Usa la forza, Sandra! 
Cazzo, Buzzone Lightyear è tornato dall'aldilà e come Obi Wan Kenobi fa il trainer psicotropo per la dottoressa Sandra Bullock e, come al punto uno, si dimentica la battuta clou del film! Clooney meno Nespresso e un po' più di pesce ricco di fosforo, chè la memoria va coltivata. Anche un po' di settimana enigmistica non farebbe male.
6 - Le chiappe di Sandra Bullock 
Sì, lo ammetto, sono un deviato. O forse no, forse le avete notate pure voi le chiappe monumentali di Sandra in talune inquadrature. Specie quando è stesa a terra sul ventre, con un paio di shorts neri molto attillati. Monumentali. Peccato che invece nella scena dell'atterraggio, quando mette i piedi sulla sabbia, si scopre avere piedi orribili...
7 - Sandra meglio di 007

Se uno dei detriti in orbita avesse colpito lei anzichè quell'altro sfigatone che muore subito, sarebbe morta lei. Certo. E di occasioni ce ne sono state un'infinità: quando ha finito l'ossigeno nello spazio, ci ha messo trenta secondi per passare dal 6% di ossigeno all'1%, e poi trenta minuti per sopravvivere con quell'1% residuo, ma vabbè. Nella stazione spaziale con l'incendio a bordo, ma vabbè. Nel viaggio tra una stazione e l'altra, ma vabbè. Nel trasferimento da una capsula alla stazione spaziale cinese con un estintore a far da propulsore, ma vabbè. Sulla navicella cinese, dove avrebbe potuto schiacciare per sbaglio il pulsante dell'espulsione automatica e invece quando sbagliava a schiacciare un pulsante c'era solo un leggero beep come a dire: no bellina, prova un altro tasto. Ma vabbè. Nell'ingresso nell'atmosfera terrestre, con la temperatura alle stelle e pezzi di navetta incandescenti che si staccavano nell'aria che manco il buon Felix Baumgartner, ma vabbè. Infine, nella scena dell'ammaraggio, ma anche lì l'ha fatta franca. E io non sono un esperto di cose spaziali o aeree e poi era un film e la protagonista non poteva morire così a metà film. Ma alla fine, quando la navetta è sommersa sotto il mare e lei riesce a uscirne ma ha ancora addosso la tuta spaziale e l'acqua le entra dentro la tuta e la porta giù. Ecco, là doveva morire. Perchè il film era finito, e magari ci poteva anche stare che moriva lì dopo esser sopravvissuta a quel popò di casino spaziale. Perchè dopo tutti i pipponi spaziali sul senso della vita, sull'estraniarsi da se stessi per vedere i propri problemi terrestri farsi piccoli piccoli ci poteva stare il pippone terrestre sul senso della morte, che tanto tante ne puoi fare ma alla fine, come Priebke, muori pure tu. Ma soprattutto, perchè in quella situazione non c'è modo di sottrarsi a morte certa, e questo lo so perchè col mare c'ho un po' di dimestichezza.
8 - Nathan Never lo sa! 
Tanti anni fa, quando la mia età era un numero di due cifre il primo delle quali era un 1, stava per uscire un nuovo fumetto della Bonelli, Nathan Never, e il tormentone legato alla sua imminente uscita era Nathan Never lo sa! Ad esempio: Che enigma nasconde un'astronave abbandonata nello spazio? Nathan Never lo sa! E tante altre frasi di questo tipo. Ora, siccome ho letto un sacco di critiche su questo film, in cui si scomodavano i vari Kubrik, Odissee nello spazio, e altre cose così, io ho pensato che invece di scomodare opere monumentali, magari in questo caso non trattandosi proprio di un capolavoro era più che dignitoso scomodare il buon Nathan Never (ma esiste ancora?). E poi magari si potrebbe ricicciare il suo tormentone. Ad esempio: perchè cazzo Clooney si lascia andare nello spazio infinito incontro a morte certa se era ancorato alla stazione spaziale? Forse nello spazio ci sono correnti così come sott'acqua a cui non è possibile resistere ma bisogna lasciarsi andare? Nathan Never lo sa!
9 - L'ansia e la claustrofobia 
Visto che di mare, sopra e sotto, un po' ne so, senza voler fare per forza lo sborone, vorrei dire una cosa semplice. Se avete particolari stati d'ansia o soffrite di paranoie tipo la claustrofobia, e contemporaneamente non siete masochisti, dunque non vi piace che vi si ripronongano queste sensazioni, non guardate Gravity. Proprio come succede nella subacquea, nello spazio le sensazioni sono amplificate ed è molto più facile di quanto si pensi fare la fine del topo per una sciocchezza perchè non si è in grado di gestirle. Allo stesso modo, al cinema vi troverete a rompere le palle al vostro vicino perchè presi dal senso di ansia e claustrofobia del film non riuscirete a godervelo. Per molti, ma non per tutti.
10 - La statua della Libertà
Cosa c'entra? C'entra, perchè alla fine, quando tutto è passato, e mille interrogativi stanno ancora nascosti lì nelle pieghe della vostra memoria per i tanti particolari che non vi quadrano, mentre Sandra Bullock riemerge dalle acque e mette i piedoni sul bagnasciuga, proprio come ne Il Pianeta delle Scimmie, amereste trovarvi di fronte il relitto della Statua della Libertà, la vorreste vedere proprio lì, mentre orde di scimmie a cavallo spuntano dal profilo delle montagne e la diligenza corre forsennata verso una salvezza che non troverà mai, o forse si? Il seguito nella prossima puntata.
post scriptum: è passato un anno dal lancio di Felix Baumgartner e non ve lo siete cacati di striscio. Siete proprio delle brutte persone.