E chi se lo aspettava? Questo film, tratto da una
serie a fumetti americana, è stato una grossa sorpresa a cominciare dalle premesse. Vado al cinema a vederlo con un'amica. Uso la biglietteria automatica per non fare la fila al botteghino e scopro che la ragazza che ha usato la macchinetta prima di me ha strisciato la carta di credito senza scegliere il film. Sfioro lo schermo e in tre secondi, prima che chiunque possa accorgersene, ecco che ho già i miei due bei biglietti in tasca. Gratis. Solita tappa da McDonald prima del film e poi buio in sala.
Certo, il titolo non è dei più originali e non so perchè istintivamente mi aspettavo qualcosa tipo I
l Mondo dei Robot. Un classico della fantascienza anni '70 con
Yul Brynner che riproponeva l'antica salsa dei robot che si ribellano all'uomo e finiscono per minacciarne l'esistenza in barba a qualsiasi legge della robotica.
Qui invece i replicanti, altrettanto brutto il titolo originale "Surrogates", sono degli involucri interattivi, che gli umani usano al proprio posto nelle mansioni giornaliere. Comodamente sdraiati nei loro lettini cablati, gli esseri umani comandano il corpo dei loro replicanti, costruito a loro immagine e somiglianza, ma in meglio, riducendo gli effetti dell'età e i difetti della natura. Ognuno, a parte una minuta comunità di dissidenti relegati in un sobborgo al di fuori della legalità, possiede uno o anche più surrogati, e tutte le interazioni con il mondo esterno avviene tramite essi. Dimodochè la criminalità è ridotta praticamente a zero, non ci sono più omicidi, furti, rapine, ferimenti. Al limite qualche surrogato guasto viene aggiustato o sostituito. Finchè non spunta un'arma capace non solo di uccidere i surrogati, ma anche l'umano che li muove. Così l'agente
Bruce Willis si ritrova a indagare sul caso, e si ritrova costretto a riflettere sul mondo e sugli effetti portati dalla tecnologia. Oltre alle aspettabili scene belle cafone di inseguimenti e sparatorie, nel film ci sono bei momenti di riflessione, con raffinate rappresentazioni della pseudo-civiltà umana e soprattutto il racconto dell'esiguità dei legami umani, soprattutto quando posti all'interno di meccanismi di routine. L'antica lotta dell'uomo contro la macchina, figlia della tecnologia o dell'abitudinarietà? Un film del filone distopico con un finale alla
Fuga da Los Angeles. Se vi capita il dvd prendetelo al volo, scoprirete un Bruce Willis ancora una volta inedito.