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Pubblicato da Giuseppe Catalano

E' da quando ho visto per la prima volta Sette Uomini d'Oro che coltivo in segreto il desiderio di fare un colpaccio supermilionario così da mandare al diavolo tutti quanti e vivere per fatti miei. Il tema del colpo grosso ha lasciato nella storia del cinema un filone lunghissimo, con episodi più o meno riusciti. Ma che bello sarebbe organizzare un colpaccio di quelli da titolo in prima pagina e poi aspettare che si calmino le acque per finalmente godersi la vita... A pensarci anche Kubrick ci ha lasciato un gran film sul tema. Rapina a mano armata si infila a metà tra il film sul colpaccio e il gangster movie. E la cosa curiosa è che a parte qualche raro caso, tutti questi colpacci supermegacongegnati finiscono per andare in vacca per un motivo o per un altro. Sia quelli a ispirazione più tragica, come appunto Rapina a mano armata, che quelli più scanzonati come I Soliti Ignoti. Divagato per bene fin dall'inizio, veniamo al dunque. Blindato è un bel film, con un grandissimo spunto trattato in maniera oserei dire immensa e alcune banalità di trama che lo sviliscono un po'. Perciò non un grande film, ma un bel film. La trama mescola il classico tema del colpaccio con alcuni temi sociali più volte affrontati e perciò banalizzati: il reduce dell'Afghanistan che torna a casa, perde madre e padre per malattia e rimane solo con montagne di debiti e un fratello adolescente da mantenere. Lui ovviamente è il cowboy, di colore, senza macchia e senza paura. Trova lavoro in una società che si occupa di sicurezza come portavalori. Qui ritrova alcuni amici di vecchia data, come il buon Matt Dillon e l'incommensurabile Lawrence Fishburne. Assieme ad altri colleghi, tra cui un sempiterno Jean Reno e uno strepitoso Amaury Nolasco, a un certo punto si scopre che Matt Dillon ha organizzato un colpaccio per rubare dai propri autoblindi una inezia. 42 milioni di dollari. Il colpo della vita. Il cowboy però non ci sta. Lui è troppo buono. Allora torna a casa a piedi e trova l'assistente sociale che vuole portargli via il fratellino. E' la classica goccia, non quella che scava la roccia, ma quella che fa traboccare il vaso. Il giorno dopo il cowboyino si presenta puntuale all'appuntamento e acconsente a fare il colpo. A patto che nessuno si faccia male. E naturalmente, per la legge di Murphy, qualcuno si fa male. Da lì una vertigine di tensione con il cowboy che si ribella al gruppo e gli altri che cercano di eliminarlo. Imponente il ruolo di Lawrence Fishburne, un po' piatta come sempre la recitazione di Matt Dillon che si affida troppo al suo ciuffone. Il film però è un concentrato di emozione e tensione. Le didascalie dei film di Sky sono un po' troppo banalotte. Quando c'è un film che abbia un minimo sentore di giallo, scrivono sempre 'giallo ad alta tensone'. Bene, qui la didascalia è appropriatissima. La tensione rimane alta nonostante la trama prevedibile e l'immancabile duello finale. Inutile dire che alla fine vissero tutti felici e contenti, ma insomma, per ammazzare il noiosissimo pomeriggio del 31 dicembre sto film è stato una manna dal cielo! Consigliato. 
Due parole in favore del regista. No, non è morto e non è un elogio funebre. Si tratta di un tale che si chiama Nimròd Antal, mortacci suoi, è di origine ungherese e ha fatto anche l'attore. Ma tutto ciò non ci interessa, direi. Ci interessa invece che vada ad affrontare in maniera nuova alcuni temi classici del cinema, e lo fa in un certo senso come ha fatto anche Chris Nolan, ma meglio di Nolan. Un esempio? Predators. Il western riveduto in salsa metropolitana post-bellica, il reduce che torna al paese aspettandosi la pace e invece viene catapultato all'inferno. E quel tarlo, quel pensiero che si insinua e dice in continuazione: e voi che avreste fatto? Un innocente è rimasto vittima di un colpo che avrebbe potuto cambiare la vita. Ma veramente avreste avuto intenzione di mandare tutto all'aria solo perchè un inerme passante è diventato cadavere, peraltro facilmente occultabile? A quel punto poi la frittata era fatta. Cioè, non è dipeso nemmeno da voi, un imbecille con voi l'ha ucciso. E a sto punto si torna indietro? Così? Senza pensarci un attimo? Arduo interrogativo. Conviene chiedere consiglio e ispirazione al Maestro Yoda. Io non sono sicuro, anzi sono sicurissimo che davanti a quell'opportunità pochissimi avrebbero avuto dei dubbi.

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