Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Pubblicato da Giuseppe Catalano

C'è una regola non scritta, ma universale, imbattibile, che governa in maniera assoluta il mondo della cinematografia. In epoca recente, se un film ha vinto un qualche tipo di premio a Cannes (ma anche a Venezia, Berlino, eccetera, fino all'Oscar ormai) è sicuramente una gran cacata.
Eh si, è cacofonico e anche cacografico, cacata. Ma rende. Ovvero, le cose mi piace chiamarle col loro nome.
Sta di fatto che al solo pensiero di un film che si intitola The Tree Of Life due cose mi vengono in mente. O è una leggenda tribale africana, oppure una gran cacata. Purtroppo la risposta giusta è la seconda.
Non che lo abbia visto, anzi me ne sono guardato bene, in stretta osservanza della legge fondamentale del cinema. E in quanto legge fondamentale non ha bisogno di prove che la sostengono, al contrario è essa stessa a sostenere le prove.
E ora da dove partiamo? No, lasciamo perdere tutti i cosiddetti sostenitori di questo film. Ognuno ha diritto ai propri gusti. Anche se non sanno dove li prendono, sti gusti. Partiamo da più lontano. Partiamo da Ron Fricke. E qui rischiamo il sollevamento dei puristi del cinema, ma tant'è. Avete presente il Grande Capo Estiqaatsi? Bene. Siamo quasi là. Ovvero siamo a Koyaanisqatsi. Che non ho idea di cosa significi ma suona uguale. E il senso è più o meno lo stesso. Quale? Boh. Lo stesso. Sto film è una sequenza lunga. Molto lunga. Tanto lunga che ci vuole un punto anche se il periodo non è completo. Di immagini di natura, tramonti, albe, alberi, animali, uomini. Che non sono legati a una trama particolare. Sono l'apoteosi della fotografia al cinema. Immagini toccanti. Che esplodono anche in un altro film dello stesso autore. Sì, lo chiamo autore nonstante tutto. Perchè in ogni caso, se volete fare un party a base di Lsd o altri allucinogeni, oppure una festa molto molto fighetta con un bel po' di monitor HD belli grossi, allora proiettate sti film e andate sul sicuro. Insomma, questi un loro senso ce l'hanno. Da qualche parte. The Tree Of Life invece no. Narra, mi dicono, di una storia familiare tormentata, inframezzata da sequenze di un prisma colorato su fondale nero. E le solite domande da liceali adolescentissimi al primo anno di filosofia. Chi siamo? Dove andiamo? Vuoi più bene alla mamma o al papà? Una cosa del genere. E poi, venti minuti buoni, ma anche trentacinque - le versioni sono contrastanti - di Superquark. Che se volessimo fare un salto ancora più indietro, il prisma, le sequenze lente, il fondo nero. 2001 Odissea Nello Spazio. Ma allora siamo alla bestemmia! A proposito, una ragazza che non conosco ma che mi sta già molto simpatica ha dichiarato che sarebbe stata più divertente una chiacchierata tra Piero Angela e Ratzinger. E già è stata buona. Un altro genio della critica, il solito Paulkemp Villa, ha addirittura detto che il film è delizioso. Ora, magari uno legge di fretta e non si sofferma il giusto. Ma provate, se avete un minuto, a concentrarvi sul "delizioso". Cosa vi viene in mente? Bilocale fittasi, delizioso, finemente arredato, astenersi non residenti. Oppure: Delizioso Decoupage. E' un sito, giuro. C'è poi il Manachino delizioso, un uccello. Insomma una roba da froci. Quel vecchio porco di Paulkemp pare un illuminato alternativo, ma è un maledetto conservatore omofobo e anche paraculo. Come fare a insultare un film se non definendolo delizioso? Chiunque mi dica che un certo film è delizioso mi sta dicendo: è fatto bene, ci dice cose profonde, ci sono bravissimi attori, ha vinto perfino a Cannes! Appunto cazzo! Ha vinto a Cannes, quale aggettivo migliore? Delizioso. Una cacata! Lo dice pure Rudy: è una pippa. Il regista si è fatto una pippa gigantesca. Che poi è lo stesso regista de La Sottile Linea Rossa. Un film che all'epoca mi era molto piaciuto. Ora ho un po' paura a rivederlo, perchè se poi anche questo mi diventa una stronzata ci rimango male. Che sono sensibile io. Non delizioso. Ma sensibile...







Commenta il post