se ne sentiva proprio la mancanza...
12 Giugno 2013
Non si tratta del miglior film della serie, il top rimane sempre l'episodio 5, ma questo nuovo Fast & Furious rende la serie una saga. Proprio come Guerre Stellari e Il Signore degli Anelli. Tratteggia un filo d'unione con tutti gli episodi precedenti, rivalutando perfino l'apparentemente inutile Tokyo Drift. In più, il pippone quasi insopportabile sui valori. La famiglia contro lo sfruttamento, l'appartenenza contro l'efficienza, il ricordo contro il calcolo. Da un lato il nostro supereroe pompato Vin Diesel, attore vero, che si allea con il superpompatissimo Dwayne The Rock Johnson, dall'altro il cattivone Owen Shaw, interpretato da un anonimo Luke Evans. Shaw è il condensato di Nomak, il supervampiro rinnegato e assetato di vendetta contro il padre Damaskinos in Blade II, del Joker di Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro e il cattivissimo Javier Bardem nell'ottimo Skyfall. Un concentrato di cattiveria assoluta derivante dal calcolo e dal perseguimento degli obiettivi per necessità, senza livore e con freddissima precisione e spietatezza.
Solo che qui il supercattivone deve scontrarsi con il team Toretto, spinto all'azione dalla chimera di ritrovare Letty, la fidanzata interpretata dalla splendida e un po' trucida Michelle Rodriguez, creduta morta in uno dei precedenti episodi.
Da qui, sparatorie e inseguimenti su tutti i mezzi e con tutte le armi come se non ci fosse un domani, con scene da applauso (il pubblico in sala ha applaudito veramente quando lui si è lanciato dalla macchina verso il carrarmato in corsa per salvare l'amata) e l'ammmore che trionfa sempre.
All'interno della trama generale si svolgono le ministorie dei coprotagonisti, come la vicenda di Han e Gisele, con lei che muore per salvare l'amato e lui che, dopo il gran finale, torna a Tokyo per partecipare alle corse clandestine. Qui il link con The Tokyo Drift, che nella scena a sorpresa dopo i titoli di coda annuncia il supercattivo del prossimo episodio che si annuncia imperdibile solo per il suo nome: Jason Statham.
La serie di film cafoni supercafoni che più cafoni non si può diventa quindi saga, in cui il nibelungo Toretto interpreta il Sigfrido de noantri, in attesa di nuove automobili da frantumare, nuovi pistoloni da sparare, nuove canzonacce da far ballare e nuove superfigone da ammirare su tutti gli schermi panoramici del mondo, tranne quello del cinema Lumiere di Reggio Calabria dove si vede davvero male.