Breve riepilogo. Cota, governatore del Piemonte,
revoca il patrocinio al Festival del Cinema Gay, organizzato da 26 anni a Torino. Pare non ci sia stata nessuna dichiarazione ufficiale. Tra l'altro il Festival vive interamente grazie ai contributi pubblici. Il ritiro del patrocinio non significa ritiro del supporto economico. Come al solito la palla è stata presa al balzo in maniera ignorante. "Una vittoria per la destra piemontese che mi ha visto, primo e in prima linea, a combattere questa battaglia culturale contro l’uso dei soldi pubblici impiegati per finanziare rassegne cinematografiche – di dubbio gusto e di nicchia – invece di destinarli alle Famiglie, ai nuovi poveri e a costruire asili2. Lo ha detto il deputato e vice coordinatore vicario piemontese del Pdl
Agostino Ghiglia. Allora Coda non ha solo ritirato il patrocinio ma anche il finanziamento? Non è dato saperlo. Ma soprattutto, Ghiglia sa che i fondi dedicati ai contributi per eventi culturali non sono dirottabili su aiuti alle famiglie? La solita uscita populista più in stile lega che in stile pdl, direi. Ma allontaniamoci dalla politichetta e parliamo di
Mara Carfagna, che amo, e lo dico pubblicamente. Mi piace molto di più da quando s'è data un
look morigerato piuttosto che quando
mostrava le grazie senza pudore. E lei, o chi per lei, ha fatto benissimo a concedere il
patrocinio ministeriale all'iniziativa. Se non chè, anche qui, non si capisce se il patrocinio si concretizza in aiuto economico o meno. Questa è l'ennesima cazzata del nostro sistema politico. Uno legge: realizzato con il patrocinio della regione. E pensa che la regione ha messo i soldi. E invece no! La cosa a volte può essere semplicemente una presa per il culo. Non ti do soldi ma ti do il patrocinio. A grazie. Oggi pasta e patrocinio. Ma poi, c'è davvero bisogno di un festival del cinema gay (e lesbico e bisessuale e transessuale)? Ho aggiunto le parentesi perchè, nella visione comune a cui peraltro appartengo, gli omosessuali rientrano tutti sotto la parola "gay". Invece pare amino distinguersi tra loro, anzi, la dicitura completa è GLBT Film Festival. GLBT sta per gay-lesbiche-bisessuali-transessuali. Quelli che si scopano gli animali non sono contemplati. Secondo queste divisioni, gay è sinonimo di omosessuale maschio e lesbica sinonimo di omosessuale femmina, per non parlare di bisessuale e trans. Quindi non si possono chiamare tutti omosessuali... Ma pensa un po': se questi si dividono tra loro... Ridiamoci su: qualcuno evidentemente pensa che la parola omosessuale derivi da homo, nel senso di maschio, cioè chi fa sesso con i maschi. Allora anche le femmine eterosessuali sono omosessuali? No cari! Omo significa uguale, non maschio. Quindi omosessuale è chi fa sesso con persone dello stesso sesso. Ovvio che si vada a finire al GLBT! Gay e lesbiche sono omosessuali, i bisessuali no perchè giocano con due mazzi di carte e i transessuali... oddio m'è venuto il mal di testa! Il gioco di parole è divertente, credo, ma simboleggia anche il paradosso in cui viviamo costantemente: ci si affatica a stabilire definizioni restrittive e contemporaneamente ci si nasconde dietro parole vuote, mentre la realtà svanisce. Ritornando alla domanda di prima: c'è davvero bisogno di un festival del cinema gay (GLBT)? Non affrettatevi a dare risposte. Una risposta frettolosa potrebbe essere: certo, anche loro hanno diritto ad avere un festival del cinema. Grande stronzata. I diritti umani non comprendono l'avere un festival cinematografico. Oppure: no, sono "di dubbio gusto e di nicchia" (indovinate di chi è il virgolettato?). Altra grande stronzata. L'oggettività ci impone piuttosto di dare quantomeno un'occhiata veloce al sito e al programma, in cui ci sono tanti film che provengono da zone della terra dove l'omosessualità e le forme di sessualità dichiarate "diverse" sono ancora un vero problema, e vengono vissute proprio come un problema con conseguenze drammatiche. Cosa che nel mondo occidentale, dite quello che vi pare, accade molto marginalmente. E iniziative culturali di questo tipo servono ad avvicinare realtà lontanissime e a mettercele sotto gli occhi. A farci rendere conto di come il mondo sia un po' diverso da quanto vediamo dalla nostra finestrella, per quanto piccola sia. Detto questo - mi sono scoperto sorprendentemente progressista - vogliamo davvero esaminare dal punto di vista cinematografico questi film? Rischio boiata altissimo, inquadrature fisse che manco Pasolini e sgrammaticature diffuse. Se i tre elementi vengono miscelati bene, più o meno a cazzo di cane, si dà il caso che esca fuori qualche film guardabile. Ma qui stiamo quasi a livello di fantascienza. Non credo che andrò mai fino a Torino a partecipare a sto festival, e se per qualunque motivo dovesse entrare in difficoltà non credo che perderei il sonno. Ma anche se non dovesse più esistere il premio oscar non credo che la mia insonnia ne ricaverebbe alcunchè. Restiamo nelle dovute proporzioni e consideriamo che in ogni caso da questo festival qualcosa di buono ne viene comunque, nonostante Ghiglia.