Ok, ok. La parentesi sul traduttore l'apriamo dopo, tanto ormai ci siamo abituati. La vera curiosità è che questo film è un bel film ma avrebbe potuto essere facilmente un grande film. Ovvero il limite della commedia americana: quella in cui tutto alla fine si aggiusta. Ecco, il finale, ma non solo, rovina un po' tutta la storia. Ma partiamo dalla fine, proprio come il film, e siccome dobbiamo parlare di
Zooey Deschanel, apriamo sta parentesi sul traduttore. Nel film in lingua originale lei si chiama Summer e il film si chiama, non a caso, 500 Days of Summer. Bel gioco di parole. Ora, siccome l'italiano ha deciso di tradurre Summer in Sole, non potevano chiamare il film 500 Giorni di Sole? Che sarebbe stato pure suggestivo... Macchè. Figuriamoci se il famigerato traduttore si perdeva l'occasione di banalizzare un film. Detto questo, Summer, chè chiamarla Sole mi urta i nervi, è una ragazza di quelle di cui potremmo innamorarci tutti follemente. Proprio la ragazza che tutte quelle di cui non ci innamoriamo ci augurano di incontrare nella nostra vita, in modo che possa prendere il nostro cuore e farne brandelli, ben che vada (se va male invece ce la ritroviamo a carico per una ventina d'anni). In questo si concretizza il desiderio di vendetta della femmina delusa. Ma da dove nasce la cattiveria della donna? Dal fatto che anche lei è rimasta vittima di qualche bellimbusto che prometteva mari e monti e poi s'è dato alla macchia. Ma perchè allora dobbiamo poi essere noi maschi belli buoni e innocenti a doverci rimettere le penne? Le ragioni di un uomo non sono belle da verificare... Nasce da qua questo film che di originale ha il modo in cui è raccontato. Devo dirlo, il 99% delle storie d'amore genera noia. Quelle pochissime che riescono a risvegliare l'interesse lo devono o al fatto che i protagonisti sono nostri amici intimi, oppure che sono raccontate in maniera originale. E così è in questo film, dove il crimine viene ricostruito come un puzzle mischiando pezzi che si incastrano a fatica, trascendendo da una linea temporale e facendo presagire fin dall'inizio che sarebbe andato a finire tutto a puttane. Solo qualche piccolo elemento qui trattato con banalità, se fosse stato un po' più accurato, l'avrebbe reso un gran film. Ad esempio l'eccessivo infantilismo dei protagonisti. Lui: "io ti amo ti venero e bacio la terra su cui cammini, perciò mi devi amare anche tu". Lei: "io non voglio stare con nessuno perchè i miei genitori hanno divorziato quindi è tutta una grande menzogna, e non ti posso amare". Se non chè alla fine, come nel più becero dei romanzi d'appendice, lei si sposa con uno conosciuto trenta giorni prima, "perchè l'ho sentito", o una cosa del genere, e lui fa credere di iniziare una nuova storia con una ragazza incontrata a un colloquio di lavoro. Con tutta quella serie di stronzate che si chiude una porta e si apre un portone, che il mare è pieno di pesci, che non ti meritava. E quel che è peggio è che è tutto vero (chi becca la doppia citazione vince una recenZione su misura, cazzi vostri). I punti a favore invece sono la discontinuità della narrazione e soprattutto che il tutto viene raccontato e vissuto dal punto di vista di lui, perciò i 500 giorni sono in totale i giorni in cui lui ha avuto in mente lei. La storia era finita molto prima che scadessero i 500 giorni, ma lui nel frattempo ha continuato a mettere pippe su come era finita, su quanto l'amava, e quindi quanto poi l'abbia odiata. E appunto il racconto di tutti quei piccoli fattori che nascono abbastanza inosservati ma che poi alla fine si vanno a incastrare in una grande e perversa architettura a simboleggiare la fine di tutto. Un innalzamento di un grande monumento al crollo di un grande palazzo (altra citazione dal medesimo di prima), e il modo assurdo in cui chi subisce il tutto scelga di appiattirsi su una scelta suicida, sacrificandosi. Ci sono poi curiosi riferimenti a film storici, mescolando con schizofrenia un'inquadratura di
Han Solo (Star Wars), la partita a scacchi con la morte del
Settimo Sigillo, varie scene da
Il Laureato,
Truffaut e chi più ne ha più ne metta. In ogni caso Zooey Deschanel è adorabile proprio come lo era in
Yes Man, sarei curioso di vederla in una parte diversa. Certo che alla fine il suo personaggio scade un bel po', a causa della trama. Lui poi è perfetto, ha un nome che non mi ricordo ma lo seguivo già una decina di anni fa in una
serie americana strampalata e poi interpreta uno dei cattivi in
G.I. Joe, la nascita dei Cobra, di cui aspetto con ansia il secondo episodio. Tornando al nostro, il film si distingue anche per una colonna sonora eccezionale, sebbene non sia un grandissimo fan dei
The Smiths, ma le canzoni sono azzeccatissime e stupende, c'è anche quella dei
Temper Trap, nonostante deludano molto dal vivo. Accattatevillo.