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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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LA BELLEZZA DEL SOMARO - recenZione psico-tecnologica

Con questa recenZione abbiamo l'esordio di una nuova autrice de Il Re CenZore: la psicologa tecnologica. La quale, siccome tutte le psicologhe sono autolesioniste, è andata al cinema a vedere questo film e adesso non vede l'ora di parlarcene. Un momento, prima di iniziare. Da dove venga sto somaro non l'ho mica capito, so solo che leggendo quanto riporta la Psico-Tecnologa mi pare una cosa tipo Indovina Chi Viene a Cena, stupendo spaccato del cinema americano anni 60 da lì in poi fatto e rifatto e ririfatto in tutte le salse. Qui in salsa di zucchine (in pieno dicembre) su letto di rucola e pachini, tanto per rimandare alla banalità del film. Segue la recenZione di Simi. Benvenuta Simi!
No scusate, ancora un attimo. Solo perchè ieri sera è saltato il posticipo Genoa-Sampdoria. O era Sampdoria-Genoa? E allora mi son visto Niente di Personale, su La7. Mi sono visto anche un sacco di altre cose. Comunque ospite finale del tatuatissimo e moschicida Piroso è stato Max Tortora, che tra le sue mille imitazioni di repertorio ha rifatto quella di Silvio Orlando che viene svegliato in piena notte da Nanni Moretti il quale gli propone l'ennesimo soggetto in cui lui sarebbe l'ennesimo sfigato che si dibatte in una vita di perplessità. Al chè Orlando finalmente si ribella e manda Moretti a fan culo perchè non vede l'ora di andare a fare il protagonista dei cinepanettoni dove c'è anche un sacco di figa. E nell'imitazione Moretti gli propone proprio questo cast: Castellitto, Laura Morante. E lì l'Orlando Tortoriano diventa furioso, e mi stupisce che non lo sia diventato anche l'Orlando originale, furioso, mentre si ostina anche lui a interpretare oscenità tipo La Passione. Ma vabbè, vai Simi!
Lui è un architetto, lei una psicologa, la figlia una secchiona. E' la storia del rapporto genitori-figli e dei falsi equilibri di una famiglia borghese moderna. Uno spaccato di ciò che non va  nella generazione dei cinquantenni italiani radical chic che si ostinano a ergersi a modello per il paese quando in realtà sono vittime di loro stessi e di una crescita che non è in realtà mai arrivata. Il film racconta di un gruppo di amici riuniti in una villa di campagna e intenti a sbranarsi a vicenda, fagocitando anche i propri figli adolescenti. L'antagonista è rappresentato da Jannacci che rappresenta il fidanzato settantenne della figlia adolescente dell'architetto (Castellitto) e la psicologa (L. Morante). Ovviamente questa relazione rappresenta il fallimento per i due genitori "perfetti" che si ritrovano a dover  affrontare la cotta della figlia minorenne viziata di fronte al gruppo di amici durante il ponte dei morti in un casolare di campagna toscano. Lo stanco nucleo familiare festeggia con gli amici i cinquant’anni del protagonista per poi trasferirsi con amici e problemi in un’attrezzata dimora tra le colline toscane, dove scoppierà il colpo di scena con la figlia viziata, interpretata da una tenera quanto tosta Nina Torresi, che cerca di introdurre il nuovo attempato amichetto nella sua famiglia allargata composta da personaggi paradossali: giovanili, eco solidali, democratici, ma tutti egualmente sorpresi davanti all’alieno signore dai capelli bianchi, che dispensa saggezza a piccole e grandi dosi, legge Adelphi e sa far partorire una capra, al punto che viene spontaneo a tutti, oltre alla colf virago, rumena ed ingegnere, di chiamarlo presidente. Esilarante e patetico allo stesso tempo mette in luce la nostra triste realtà nella quale sembra quasi che i giovani governino sui genitori dove il puer rimane insediato perennemente lottando con la paura dell'invecchiamento. Jannacci non è altro che l'incarnazione del senex, della saggezza forse apparente e non tanto senex visto che viene abbagliato dalla relazione con una diciasettenne per scoprire a fine film che forse ha fatto un errore. Genitori nevrotici che si fanno trattare quasi come fratelli dai loro figli e solamente dopo essersi fumati una canna riescono ad avere il coraggio di affrontare la realtà, i loro dolori e i loro errori con i figli.



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