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Il Re CenZore

se ne sentiva proprio la mancanza...

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INCEPTION (la risposta è dentro di te, ma è sbagliata!)

INCEPTION (la risposta è dentro di te, ma è sbagliata!)
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"Noi abbiamo sogni; non è forse tutta la vita un sogno? O piú precisamente: esiste un criterio sicuro per distinguere sogno e realtà, fantasmi ed oggetti reali?" E ancora: "l’unico criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà è in effetti quello affatto empirico del risveglio, col quale in verità il nesso causale fra le circostanze sognate e quelle della vita cosciente viene espressamente e sensibilmente rotto".

Ok, Chris Nolan ha letto Schopenhauer. Ma le radici partono da più lontano. Già Eraclito, per esempio, potrebbe essere l'architetto di Inception: "chi e' desto possiede un mondo unico e comune, ma nel sonno ciascuno si volge a un suo mondo particolare". E via così, attraversando parecchi esponenti del pensiero antico e medievale (da Platone in poi) per arrivare a Freud. Già, basta aggiungerci un po' di psicologia spicciola da bignami per maturande, ed ecco pronto e infiocchettato il contesto del film.
Ma c'è un senso in tutto ciò? Forse.
 
Certo che Inception, una volta svelato il meccanismo principale (dei tizi che per fare insider trading riescono a infilarsi nei sogni dei malcapitati), diventa un po' autocelebrativo, come se Nolan volesse far sapere a tutti: "ma quanto sò bravo, ma quanto sò fico, che bella idea che ho avuto, ve lo aspettavate?". No caro Nolan, non ce lo aspettavamo, e per questo bravo! Però dopo venti minuti, che palle! Mentre quel cavolo di furgone precipitava dal ponte, e nei sogni all'ennesima potenza il tempo scorreva lentissimo, non facevo altro che domandarmi: come andrà a finire? Cioè, minima attenzione sulle scene. Tutto il film dal 20' in poi è una lunga e troppo lenta preparazione per il vero colpo di genio: il finale! Però, prima di arrivarci, che grande pippa!
 
Nolan era stato grandioso nel trattare uno dei supereroi più affascinanti, Batman (preferisco Batman Begins al magnifico ma un po' barocco Cavaliere Oscuro). Ma lì c'era la dimensione eroica, appunto, del personaggio, e del suo nemico, a giustificare l'approccio visionario e glorificare l'identificazione dello spettatore. Qui, invece, ci sono persone normali: Arthur (Joseph Gordon-Levitt), Arianna (Ellen Page) e Eames (Tom Hardy) giocano a fare i supereroi. Arthur sembra Spiderman mentre in assenza di gravità si arrampica sui muri e spinge i dormienti in un ascensore in caduta libera. Eames è come Mystica che prende le sembianze di zio Peter Browning (Tom Berenger), mentre Arianna è un po' la Donna Invisibile dei Fantastici 4. Ma i personaggi, sono sempre persone comuni. E qua la psicologia spicciola è la zappa sui piedi di Nolan. Lo spettatore se ne accorge, e non si identifica più nel supereroe: tutti siamo capaci di sognare di volare!
 
Un po' fuori ruolo Cillian Murphy (Robert Michael Fischer), che specie nelle scene sull'aereo ricorda il ridicolo personaggio da lui interpretato in Red Eye, mentre è sempre bravissimo Leo Di Caprio, che impersona il protagonista Dom Cobb, quasi una sintesi tra Magneto e Charles Xavier, i due acerrimi nemici di X-Men. E a proposito di nemici. Dov'è il cattivo di Inception?  Di Caprio è l'eroe e la sua nemesi. La lotta tra lui e il suo stesso subconscio ricorda la lotta tra lo Spiderman buono e quello cattivo, ma si realizza quando il film è già bello che finito.
Insomma, caro Nolan, la risposta è dentro di te, ma è sbagliata!
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