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Pubblicato da IlReCenZore

Gangster Squad, minestra riscaldata

Premessa, io amo Emma Stone. L'ho vista per la prima volta, credo, in The Amazing Spiderman, e fu amore a prima vista.

Detto questo, non so se avete mai ascoltato i Coldplay. Ovviamente sì, e molti saranno pure loro grandi fan. Ma secondo me i Coldplay sanno di muffa. Niente di nuovo sul fronte occidentale. Come il mitico Giovanni Drogo, passiamo la nostra esistenza in attesa che arrivi qualcosa, i maledetti Tartari, macchè quelli non arrivano. Mai. Solo alla fine qualcosa si muove, ma ormai il protagonista (noi) siamo talmente stanchi e affaticati dalla vana attesa che quasi non c'è rammarico nel dover abbandonare la scena.

Gangster Squad è un film che a tratti si lascia pure godere, se non ci fosse qualcosa di maledettamente fastidioso nel sonoro, che non so ancora a chi imputare. Forse dovrei andare a riguardarlo, forse era colpa del cinema, una sala troppo vecchia, effetti 'sgonfi', non so. Forse, anzi sicuramente, è anche colpa della traduzione prima e del doppiaggio poi. Chi ha un minimo di dimestichezza con il genere hard-boiled sa bene che il linguaggio ha un certo ritmo e un suo mix affascinante di durezza e dolcezza. Resterebbe la curiosità di vederlo in lingua originale, ma il rischio è alto. In ogni caso, qui, e non solo il sonoro, è tutto molto piatto. Il film non ha nulla, ma proprio nulla di originale, a partire dal trucco e l'aspetto dei personaggi, a tratti persino ridicolo Sean Penn ex pugile e spietato boss truccato come un bullo di Dick Tracy. Bella la ricostruzione di ambienti e situazioni: ristoranti, case da gioco, night, automobili. Però anche questa non è proprio l'ultimissima novità e inoltre non aggiunge molto alla narrazione, al contrario a volte perfino la ostacola.

Scene pulp - quella iniziale è un pugno in faccia - però non ben inserite nel contesto. Manca la tensione, ecco cosa manca, diavolo, la tensione! Non c'è attesa, non c'è sorpresa. E' tutto maledettamente scontato. Stereotipi a go go. Il poliziotto irlandese buono e incorruttibile con la moglie a casa incinta, il giovane agente disincantato e alcolista che nutre un'amicizia abbastanza inspiegabile con un giovanissimo shoeshiner. Politici corrotti, poliziotti corrotti, pubblici ufficiali corrotti. Il solito giro di alcol e prostituzione, le scommesse, i night. Nulla che non ritroviate in abbondanza in un libro di Steve Monroe. Perfino Tarantino fa meglio di così, tranne che nelle scene delle sparatorie, qui molto più credibili e coinvolgenti che in quelle brutte di Django Unchained.

Il fantasma di Tarantino però aleggia un po' dappertutto, a partire da certi dialoghi deliranti o vuoti e nel feticismo con cui vengono mostrate alcune donne.

Una buona occasione sprecata. Potevano servirci un bel piatto fumante e invece ci ritroviamo davanti la solita minestrina riscaldata.

Consigli per gli acquisti, se volete vedere una crime story con i cazzi, sparatevi Boardwalk Empire.

 

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