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Pubblicato da IlReCenZore

300, l'alba di un impero che spacca!

Vi ci vedo, tutti voi fighetti pseudo esperti di cinematografo, a storcere il naso i più antipatici, a disegnarvi sul volto quel sorrisetto ghignoso i più paraculi, a sentir parlare di 300. Ma ci dovremmo solo scappellare di fronte a questa grande opera grafica portata sullo schermo per la seconda volta da Zack Snyder, qui come produttore e non più regista come nel capitolo originale. 300 l'alba di un impero è un film che spacca! E questo nonostante mi sia capitato di vederlo al cinema con un consulente storico seduto nella fila sopra la mia che non ha mancato di puntualizzare prima durante e dopo il film le analogie e le differenze con fatti e personaggi storici, e sopratutto nonostante la mandria di bufali che ha soggiornato nella mia stessa fila, qualche posto più in là, durante tutta la proiezione, con muggiti e sbuffi e con immancabili sollevamenti di terra e letame. Ma, appunto, nonostante questi impedimenti, il film mi ha sopraffatto. Dalle immagini del film emerge una grande bellezza grafica e visionaria impressionante. E qui, in più rispetto al primo 300, c'è anche una storia affascinante! Mentre il primo 300 raccontava, senza risparmiare secchiate di retorica, l'orgoglio guerriero, la combattività, l'onore e il sacrificio, L'alba di un impero racconta la politica, la mediazione, l'intraprendenza, la dialettica. Io trovo un arricchimento in questo secondo 300 rispetto al primo. Laddove là mancava obiettivamente la sceneggiatura, e quasi tutto il film reggeva sul personaggio di Leonida, qui la sceneggiatura è ricca e intricata, e mostra in maniera affascinante le relazioni tra i vari personaggi, ben delineati. Mentre il primo 300 girava tutto intorno al motto: "questa è Sparta!", questo secondo 300 propone ben due volte un affascinante descrizione in versi della situazione che il film va delineando. Da un punto di vista visivo siamo rimasti agli effetti del primo film, ma perché incasinarsi a trovare nuove soluzioni quando quelle già trovate funzionano perfettamente? C'è qui più integrazione tra l'azione, magnifici i duelli sanguinolenti e le scene corali, e l'inazione, che non risulta mai noiosa, ma prepara bene la scena successiva. Ovviamente si possono stare tranquillamente a casa tutti gli storici pedanti e i fini ricercatori dell'oggettività storica. Che poi su fatti che risalgono a quasi 2500 anni fa la voglio proprio vedere l'oggettività storica. Il fatto che nomi, accadimenti e luoghi siano riferiti a fatti verificati non vuol dire che nel film si voglia riprodurre la verità storica. Al contrario, Frank Miller, che tra l'altro è quello che ha fatto risorgere Batman e ha creato le meraviglie di Sin City, non si cura per niente dell'oggettività storica, ma dipinge nella sua graphic novel una storia di passioni violente che si intrecciano, rivelando altezze e contemporaneamente bassezze dell'umanità. Il riferimento, non storico ma culturale, al mondo classico è particolarmente affascinante nell'intervento del fato, superiore agli stessi dei, e dell'ineluttabilità. L'alba di un impero si rifà allo stesso periodo in cui era ambientato il primo 300, all'epoca della seconda guerra persiana, quando l'invicibile armada di Serse andò a invadere la Grecia. Eroi e antieroi, oracoli catastrofici e furbizie omeriche sono pedine e stratagemmi attraverso cui la narrazione ci svela il rapporto perverso tra Temistocle, l'eroe della resistenza greca, e Artemisia, spietata comandante della flotta persiana. I due combattono con tutte le armi a loro disposizione, ma si rispettano e si amano nel più segreto andito del loro essere, nascosto alla loro stessa coscienza. La resa visiva è impressionante, il 3D è perfino gradevole e il sonoro è coinvolgente. E' un film di genere, che può piacere o non piacere, ma è realizzato con superba maestria ed è a mio parere il modo più suggestivo di riportare sul grande schermo le opere grafiche - non chiamateli fumetti - al di là dei risultati perfino apprezzabili già stabiliti da Marvel e DC Comics. Nel film, la cattiva retorica è a un passo dall'ovvio becero, spesso i proclami e alcuni dialoghi suonano triti e ritriti, ma sono ben inseriti nel contesto generale e vengono perfino smentiti dalle discussioni private dei protagonisti che quasi ammettono la loro eccessiva enfasi, come fosse una sorta di etichetta da rispettare. I due eroi del film, legati da un rapporto indissolubile che nega l'esistenza dell'uno senza l'altra, sono Sullivan Stapleton nel ruolo di Temistocle, dal piglio determinatissimo e dallo sguardo languido, ma soprattutto Eva Green nel ruolo di Artemisia, una da cui sarei felicissimo di farmi fare a fettine.

Meravigliosi, infine, i titoli di coda del film su War Pigs dei Black Sabbath. Spero di riuscire a trovarli, prima o poi, su youtube

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