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Pubblicato da IlReCenZore

 

foto rubata a Lettera43.it

L'argomento di questo post, a dispetto della prima parola del titolo, non è Lincoln, il nuovo film di Steven Spielberg sugli ultimi quattro mesi di vita del sedicesimo presidente degli Stati Uniti, ma si ricollega a questo per affrontare la piaga che affligge maggiormente il cinematografo ai nostri tempi. Ovviamente parlando di cinematografo si fa riferimento all'industria dell'intrattenimento, un'industria che, in quanto tale, deve reggersi e sostenersi da sola, senza aiuti statali o parastatali volti a ingrossare le tasche di sedicenti produttori e a produrre film di merda. Perciò il cinema italiano contemporaneo è escluso da questa trattazione. Anche perché la piaga che affligge il cinematografo è qualcosa di 'estraneo' al cinema italiano, nel senso che non lo coinvolge ma che tende a portare al suo infimo livello anche il cinematografo vero. Ok, alziamo il telone: si parla della traduzione e del doppiaggio. La (pessima) traduzione e il (vergognoso) doppiaggio di film stranieri che vengono lanciati sul mercato italiano rendono un pessimo servizio al cinematografo, con una distorsione dei significati originali che genera devianza, impoverendola, nella percezione del pubblico. Senza fare troppo i tromboni, una piccola riflessione sul linguaggio porta inesorabilmente a comprendere che la traduzione è qualcosa da fare con estrema accuratezza, lasciando da parte esigenze di distributori che pensano solo a piazzare il prodotto tra quelli già in scaffale anziché sottolineare la sua dignità originale. L'esempio più eclatante, lo ripetiamo da un secolo, è il famigerato Eternal Sunshine of a Spotless Mind, un film molto bello che è stato umiliato e offeso (cit.) nella traduzione italiota in 'Se mi lasci ti cancello'. Manco il traduttore di google è in grado di tale offesa all'intelligenza. Sorvoliamo sugli altri più o meno esempi famosi (se seguite il link che porta a Eternal... c'è un bell'elenco di casi) per parlare del doppiaggio. Questo è di maggior attinenza con Lincoln (a nessuno è capitato di veder scritto Lincoln e leggere LinkedIn?) perché proprio in questo film il doppiaggio italiano è VERGOGNOSO. Per la prima volta, e probabilmente l'ultima, ho usato il caps lock per dare enfasi a una parola. Ma è veramente il minimo che una personcina educata e rispettosa, come io non sono né faccio molto per sembrarlo, possa fare. Ma io dico, ma il doppiaggio non ha una direzione? E il direttore del doppiaggio non ha voce in capitolo? Come è possibile che un film in cui tutti i personaggi sono interpretati da doppiatori veri, veda il suo protagonista, personaggio principale, interpretato (dicono) magistralmente da un grandissimo attore, Daniel Day Lewis, doppiato in maniera ignobile da Pierfrancesco Favino, a cui evidentemente hanno detto trattarsi di un personaggio dei Muppet? Il film non l'ho visto ma il trailer sì! E come è potuto accadere tutto ciò? La versione originale vede Day Lewis, britannico, simulare l'accento del Kentucky in maniera più che credibile, dando spessore e intensità al personaggio. Possibile che Favino, che avrà avuto anche tutta la buona coscienza di studiarsi la versione originale e il personaggio, non abbia avuto un direttore di produzione, un direttore di doppiaggio, una segretaria di edizione, un carpentiere o un lustrascarpe che gli abbia detto: a Favì, ma che cazzo stai a fà?

L'omicidio è così perpetrato. Non era bastato il colpo a bruciapelo di John Wilks Booth, ci voleva anche l'abominio di Favino! Ma io non ci credo. Non è proprio possibile! Sta cosa veramente mi manda al manicomio. Ma se Spielberg o Day Lewis vedessero sto scempio come dovrebbero reagire? Ci metterebbero un attimo a convincere quel fricchettone di Obama a puntare i missili terra-aria sulla casa di Favino. E finchè si tratta di far doppiare un cartone animato a Fabio Volo (Cristo! in Kung Fu Panda la voce originale è di Jack Black, e in italia di Fabio Volo!!!) o di mettere Aldo Giovanni e Giacomo a distruggere un film-documentario sulla vita sottomarina, uno sopporta in silenzio. Bestemmiando ma in silenzio. Ma quando si tratta di un film d'autore, su uno dei personaggi più importante della storia contemporanea, e che cazzo! 

Però, c'è un però. Ovvero, miei cari snobbettini radicalini chicchini di sto cazzino che da giorni, settimane, mesi e anni andate ripetendo sui social network e nei vostri vari blogghettini sfigati quasi quanto questo qua che i film, le serie, i documentari, i telefilm e i cartoni animati andrebbero visti in lingua originale, o miei carissimi, ma andate a zappare!

Il doppiaggio è una delle poche cose italiane che possiamo dire di aver fatto bene, benissimo! Son rimaste storiche le voci prestate negli anni ai più grandi divi del cinematografo mondiale. De Niro ha voluto conoscere e ringraziare di persona Ferruccio Amendola, per dirne una. Quando è morto Oreste Lionello han dovuto fare i salti mortali per trovare qualcuno che doppiasse Woody Allen, e non solo. Insomma, non stiamo qua a fare l'elenco, ma dall'introduzione del sonoro il doppiaggio italiano ha sempre dato qualcosa al cinema, tolto poche volte. Come faremmo oggi ad amare i film che hanno fatto la storia se non ci fosse stata un'altissima scuola italiana di doppiaggio? In tempi in cui l'inglese era ancora arabo e alla portata di pochissimi, la possibilità di accedere ai migliori prodotti del cinema internazionali era garantita da un doppiaggio accurato ed elegante, assieme a traduzioni 'letterarie' e non marchettistiche. Col tempo, la situazione è degenerata. Come succede in tutti i settori. Anni fa gli occupanti dei posti istituzionali più prestigiosi sono stati in grado di mantenere il contegno e lo spessore che il ruolo richiedeva. Oggi abbiamo magistrati che si accapigliano come lavandaie...

Perciò, miei cari 'io il cinema lo guardo in lingua originale', non fate troppo i fanatici, perché l'inglese più o meno lo parliamo tutti, ma comprendere appieno le sfumature e le pieghe di una lingua straniera vuol dire dominarla completamente. A meno che non abbiate tanto ma tanto tempo da mettervi lì a seguirvi un film in lingua con le cuffie come a Supermike fino a comprendere adeguatamente tutte le parole, e poi a immergervi nello studio matto e disperatissimo di quella lingua fino a spadroneggiarla spavaldamente, non fate i fenomeni. Io con l'inglese me la cavo bene, e alcune cose (tipo Top Gear, il cui traduzione e doppiaggio italiani sono totalmente inadeguati) sono costretto a guardarle con l'audio originale, ma ogni volta che mi capita di seguire un film o una serie in lingua, è una fatica immane restare concentrato a seguire tutto, a rimuginare sulle parole che mi sono sfuggite, a rendermi conto dell'utilizzo di determinate forme verbali. Insomma, va benissimo per imparare la lingua, ma non per guardare un film. E non parlatemi dei film in lingua coi sottotitoli in italiano: un neurone è impegnato per sentire l'audio straniero, l'altro mezzo a leggere i sottotitoli, e il film come lo seguiamo?

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