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Pubblicato da Giuseppe Catalano

Se ci fate caso, sempre che lo conosciate, ci sono un paio di espressioni che ricorrono sempre, ma dico sempre, nelle descrizioni cinematografiche di Paulkemp Villa. Si tratta per lo più di aggettivi e, nei casi più eclatanti, dell'uso spropositato di iperboli. Alcune di queste: "strepitoso", "fantastico", "bello in culo" (sic.) e "cast stellare".
Ecco, RED appartiene sicuramente all'ultimo filone: cast stellare. Bruce Willis, Morgan Freeman, John Malkovic, Ernest Borgnine e un imprevisto Richard Dreyfuss. Oltre a una serie di ruoli minori tra i quali il cattivo Julian McMahon. Chi cazzo è? Direte. E avete ragione. Ma cercatevelo su google, è quello che ha fatto il Dottor Destino ne I Fantastici Quattro e una serie di partecipazioni a film e serie tv. Ma se non lo conoscete potete continuare a vivere nella vostra infelicità ugualmente.
Allora, la trama la sapete, è elementare. E non sarebbe nemmeno male, considerando che è tratto anche questo film da un comic americano. Però. Però la tarantinata è dietro l'angolo. Non voglio stare qua a parlare bene o male di Tarantino, che almeno ha il pregio di non essere di Taranto, o a dire quale sia la sua qualità che più di tutte le altre lo ha portato a essere un grande regista, a volte. Ma il punto è proprio quello. La gente sono strani, lo sapete. Sente dire in giro che Tarantino è forte e fico, e quindi tutti ad amare Tarantino, senza sapere tanto perchè. Ovvero, i dialoghi di Tarantino. Una volta, la prima sono divertenti. La seconda non ci fai caso. La terza potresti anticipare ogni battuta, con un po' di concentrazione. E' come andare a vedere sempre lo stesso spettacolo dello stesso comico. La prima volta ridi, ma poi capisci il meccanismo e lo anticipi, lo prevedi. A meno che non sia un grande comico. Ne vedete in giro? Non voglio manco innescare quest'altra polemica (credeteci). Il punto è che la grandezza, ammettendo che esista, di Tarantino non sia il dialogo stralunato o la battuta a effetto. Eppure la Tarantinata consiste proprio in quello. Ovvero l'apoteosi del "ti spiezzo in due" di Ivan Drago. Il riciclo totale. Che farà bene all'ambiente ma causa prolasso testicolare. E' questo il motivo per cui RED non decolla, nonostante le interpretazioni siano di altissimo livello, soprattutto John Malkovic e Richard Dreyfuss. Nonostante alcune scene cafonissime di sparatorie: una in particolare, la più cafona, è quella in cui Bruce Willis scende al volo dalla macchina in testacoda e comincia a sparare.
Però sono ormai sempre le solite esagerazioni anche queste. Se sono inserite in un contesto narrativo fanno il loro porco effetto, altrimenti diventano un virtuosismo da videoclip. E con questo veniamo al regista. Robert Schwentke. Un tedesco, e i tedeschi ultimamente li ho molto rivalutati, in generale. Ma al cinema che fanno? Si a parte Fritz Lang dico, roba di millenni fa. Se penso al cinema tedesco, quanto cazzo sono ignorante, mi viene in mente solo l'Ispettore Derrick. Che pure al cinema non c'è mai stato.
Vabbè. Insomma, s-parafrasando Totò, in questo caso, per questo film, non è la somma che fa il totale. Cast stellare, direbbe Paulkemp, ma film scialbo.
Peccato.



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