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Pubblicato da Giuseppe Catalano

Oggi mentre andavo a pranzo ho notato che erano stati affissi i pannelli di pubblicità di un nuovo film, italiano, che si intitola Il Sesso Aggiunto. Poco più avanti si pubblicizzava invece C'è chi dice no. Al chè abbiamo pensato: ma quanti film escono ogni anno? Ma davvero sta industria è in crisi? Allora tornato al pc ho detto, fammi dare un'occhiata su internet. E ho trovato un sito di tutta utilità, questo, in cui ci sono molte informazioni sullo stato del cinema italiano, delle quali alcune impreviste. Per esempio, volete sapere quanti film sono stati prodotti in Italia nel 2010? Facile, 149. Centoquarantanove! Sta a dire 12.4 film al mese. Dodicivirgolaquattro. Che uno dovrebbe andare al cinema un giorno si e uno no per vederli tutti. Che poi uno non li vede tutti, ok, ma comunque non è un numero scemo. Continuiamo a parlare di numeri così pare che siamo bravi. Si perchè uno vede l'anno scorso e dice, ma gli anni passati? Allora ecco qua una breve sintesi a partire dal 2000, abbiamo fatto cifra pari, a oggi. Anche per giustificare il titolo no?
Ecco un po' cosa ne abbiamo ricavato:
Dunque sta famosa crisi? Dove sta? Non sembra invece anche a voi che si faccia come i negozianti che giustificano con una crisi immaginaria l'aumento dei prezzi? E a che pro, visto che i prezzi non aumentano? E tutti sti soldi per produrre? Chi li tira fuori? 
Una parte le case di produzione, ma per poche decine di titoli all'anno, mica tutto sto popo' di roba. Ma il resto? C'è il product placement, ok. Ma ci sono anche una serie di enti pubblici che erogano fondi. Magari non tanti soldi. Ma ci sono. Ci sono 38 enti pubblici che hanno finanziato almeno un film o un documentario. Tra cui quasi tutti i ministeri e vari altri enti. Ci sono poi 57 enti regionali che sovvenzionano molto di più che gli enti nazionali, tra cui quasi tutte le regioni (la regione Lazio ha supportato dieci film e ventidue documentari) enti regionali (la Calabria Film Commission ha sovvenzionato sette film e due documentari) e altri enti amministrativi. Ci sono poi una miriade di enti provinciali, comuniali, associazioni no profit e società di capitali che sovvenzionano produzioni cinematografiche. Le modalità per poter attingere a questi fondi mi rimangono sconosciute. Chissà.
Fatto sta che a giudicare da queste cifre quello che ne esce è che in Italia non c'è un'industria cinematografica, c'è invece un panorama frastagliato di produttori, enti, registi. Ci sono anche, ogni anno, diverse produzioni che escono senza distribuzione. Il senso di tutto questo mi sfugge. 
La cosa che posso scrivere a conclusione di tutto è che invece di 80 film all'anno, prodotti anche da giovani (scorrete i nomi, molti saranno perlopiù ignoti) mi piacerebbe se ne facessero due o tre di reale valore tecnico e artistico. Ma quello che vorremmo è sempre lontano dalla realtà.
Eh no scusate devo aggiungere una postilla. E qua spero di essere smentito. Ma non è molto edificante vedere ogni volta che c'è una mobilitazione tutti i protagonisti di punta del nostro cinema (sono sempre gli stessi) protestare contro "tagli", "riduzioni", "provvedimenti" eccetera eccetera, senza avere evidentemente un'idea chiara della situazione. E dall'altra parte nessuno che sia in grado di ribattere. Non è per niente edificante.

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