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Pubblicato da Giuseppe Catalano

ACADEMY AWARD, c'è grossa crisi d'identità

C'è qualcosa che non va in questo cielo. Un film finito di produrre ad agosto 2010, prima mondiale a settembre, esce in Usa a fine novembre. Pellicola distribuita in America Latina, Cina, Francia e Germania. Dopodichè riceve 12 nominations all'oscar e, non so quanto in relazione a ciò, esce in Italia il 28 gennaio. Cioè oggi. C'è evidentemente qualcosa che non va. Perchè un distributore dovrebbe decidere di far uscire il film in America, Cina, Francia e Germania? E basta? Perchè sono passati quasi tre mesi dalla prima mondiale all'uscita in Usa? E come mai in Italia esce solo il 28 gennaio, poco dopo le undici nomination all'Academy Award?

E' evidente che la signora Academy si dev'essere rincoglionita di brutto, non c'è dubbio. Nel giro di poco più di un anno ci hanno propinato un oscar al miglior film quantomeno improbabile, The Hurt Locker è un film per la tv, e adesso danno undici nomination a un film inglese che non ha visto quasi nessuno. A sto punto quello che mi domando non è quale strategia ci sia dietro queste decisioni, ma: c'è una strategia dietro queste decisioni? Sembra che Hollywood stia diventando una via di mezzo sfigata tra il Festival di Cannes, dove danno premi a chiunque faccia un film strano, che spesso è sinonimo di brutto, e la famigerata Mostra del Cinema di Venezia, che ogni anno cambia padrone e non ha una linea strategica definita.

Per quanto mi riguarda, visto che di premi cinematografici per la cinematografia alternativa è pieno il mondo, l'Oscar dovrebbe premiare i film di alto livello produttivo, narrativo e recitativo. Non i tentativi di cinema d'autore. Si ce l'ho ancora con The Hurt Locker. Per quello che riguarda quest'anno, invece, non ho nessun pregiudizio verso Il Discorso del Re, anzi il tema mi attira molto e siccome sono filobritannico andrò a vederlo di corsa, sperando di non esserne deluso. Però credo che sarebbe una mossa strategica e coraggiosa assegnare la statuetta a Toy Story 3, mossa paracula e di comunicazione sarebbe darla a The Social Network, zappa sui piedi sarebbe darlo a Inception. Poi magari lo daranno a un altro, chissà. Ma cosa volete che gliene freghi alla signora Academy di quello che penso io.

Piuttosto, andrò a vedere il film sulla balbuzie di Re Giorgio VI e poi ve ne saprò dire.

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